Il vice capo dell’intelligence militare ucraina, Vadym Skibitsky, ha affermato che Kiev sta perdendo in prima linea e ora dipende quasi esclusivamente dalle armi provenienti dall’Occidente per tenere a bada la Russia. Secondo Lavrov, la decisione sui militari britannici condannati a morte nel Donetsk, è presa “in base alle leggi del Dpr (la Repubblica Popolare del Donetsk, ndr)”. Il ministro degli Esteri russo ha specificato che la Russia è aperta al dialogo, ma “bisogna essere in due”.
L’Onu: “Sono prigionieri di guerra”. L’agenzia russa Ria Novosti, citando un rappresentante dei separatisti del Lugansk, ha reso noto che i circa 800 tra soldati e civili rifugiati nello stabilimento chimico Azot, a Severodonetsk, hanno cercato contatti per avviare negoziati. “Ai militanti ucraini nascosti nello stabilimento Azot è stato spiegato che devono deporre le armi e arrendersi, non si accettano altre condizioni”, ha detto l’esponente filorusso. La Francia è “pronta a partecipare ad un’operazione” per “sbloccare il porto di Odessa”, secondo una fonte dell’Eliseo.
Intanto, secondo l’intelligence britannica, a Severodonetsk i russi avanzano lentamente. Il vice-capo degli 007 ucraini lancia un appello dal Guardian: “Stanno finendo le munizioni”. Intanto il presidente russo Vladimir Putin, riporta la Tass, ha detto che gli Stati Uniti e i loro alleati devono assumersi i principali oneri finanziari per la ricostruzione dell’Afghanistan. L’Ue accelera sul via libera alla concessione dello status di candidato all’Ucraina. In Italia, il sottosegretario di Stato Gabrielli respinge le accuse di dossieraggio dell’intelligence.