Palazzo Pirelli ieri è stato teatro di una conferenza voluta dagli assessori Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Debora Massari (Turismo, Moda e Marketing Territoriale) assieme a Giovanna Prandini, presidente di AsCoViLo (l’associazione che riunisce 13 consorzi di tutela dei vini della Lombardia) per celebrare le feste e brindare al nuovo anno, che si preannuncia impegnativo e ricco di sfide stimolanti per le oltre 3000 cantine regionali.
Il vino lombardo, infatti, si sta ritagliando un ruolo sempre più centrale per lo sviluppo dell’immagine della regione, sia sotto il profilo economico, sia nella sua capacità di valorizzare il suo territorio nel mondo, un territorio dove qualità, cultura e ospitalità formano un indissolubile trittico d’eccellenza.
“Il Natale – ha ricordato Beduschi aprendo la conferenza – è il momento in cui le nostre tradizioni si intrecciano alle storie delle famiglie e alle eccellenze dei territori. Dietro ogni calice c’è la fatica, il talento e la visione di migliaia di viticoltori che tengono viva una delle grandi identità lombarde. Brindare con i nostri vini significa riconoscere quel lavoro e dare un messaggio forte: l’agricoltura lombarda non arretra, guarda avanti, e affronta le sfide del futuro con orgoglio e radici solide”.
Ampie saranno, anche il prossimo anno così come è stato per quello che si sta chiudendo, le risorse stanziate dalla Regione. L’assessore Beduschi ha infatti illustrato il pacchetto di risorse previsto: dieci milioni di euro OCM complessivi (di cui 2 milioni per la misura Promozione), 300.000 euro per la promozione attraverso Programma Alimentare, 280.000 euro per educazione alimentare e Diritto al Cibo, 340.000 euro per Vinitaly Lombardia (a cui si aggiungono 140.000 euro da Unioncamere), 3,74 milioni con la misura SRG10 dedicata alla promozione e 100.000 euro per le Strade dei Vini.
“Il 2026 – ha sottolineato Massari – sarà un banco di prova importante: il vino sarà parte integrante del racconto che la Lombardia offrirà al mondo, non come semplice accompagnamento, ma come protagonista di un sistema che unisce gusto, cultura e territorio. Il nostro impegno è continuare a lavorare in sinergia con l’assessorato all’Agricoltura, con i Consorzi e con le associazioni di categoria per rafforzare una narrazione unitaria, riconoscibile e competitiva. Brindare con un vino lombardo durante le feste significa scegliere consapevolmente la nostra identità e investire nel futuro di un’intera filiera”.
“La promozione del vino lombardo è una strategia che portiamo avanti con coerenza e investimenti reali – ha detto ancora Beduschi -. Solo con l’OCM Vino abbiamo aperto un bando da 2,5 milioni per sostenere le nostre aziende sui mercati extra-UE, dove l’export lombardo supera oggi i 300 milioni di euro, raddoppiati negli ultimi quindici anni. i nostri vini hanno una storia e un valore che meritano di essere raccontati in tutto il mondo, e Regione Lombardia sarà sempre al fianco delle imprese che scelgono di crescere”.
“La vendemmia 2025 in Lombardia – ha evidenziato Prandini di Ascovilo – ci ha restituito segnali incoraggianti. Rispetto al 2024 abbiamo ottenuto uve di qualità molto elevata grazie ad un’annata favorevole con buone acidità, produzione generosa e sanità delle uve. Restiamo tuttavia sotto la media produttiva del periodo 2020 –2024 e questo in un momento di contrazione dei consumi potrebbe non essere un fatto del tutto negativo se consentisse di ridurre le scorte delle annate precedenti. Il vero tema oggi è come sostenere il mercato: la domanda interna ed estera rallenta, non solo per i dazi ma anche per lo spostamento dei consumi su altre tipologie di prodotti in un contesto dove i costi continuano a crescere comprimendo i margini per le imprese agricole. È qui che dobbiamo superare un luogo comune radicato: la dimensione ridotta può diventare un vantaggio competitivo se accompagnata da una cultura d’impresa moderna, dalla capacità di leggere i numeri, di pianificare e di aprirsi alle competenze giuste. In questo scenario, l’unione fa davvero la forza”.
“I consorzi non sono solo strumenti di tutela, ma leve strategiche fondamentali – ha concluso la presidente di Ascovilo -. Fare sistema significa creare massa critica, parlare con una voce unica sui mercati, condividere investimenti in promozione, sostenibilità e innovazione, valorizzare le denominazioni e i territori in modo coerente e riconoscibile. Non è la dimensione a determinare il destino delle imprese vitivinicole lombarde, ma la visione con cui affrontano il cambiamento. E oggi questa visione passa inevitabilmente da una collaborazione forte tra consorzi e produttori, capace di trasformare una fase complessa in un’opportunità di crescita condivisa”.