Almeno 11 tra militari e reclute che si stavano addestrando in un poligono militare sarebbero morti e altri 15 sono rimasti feriti in un poligono militare nella regione di Belgorod, a ridosso del confine con l’Ucraina, in quello che viene definito dai russi un “attentato terroristico” compiuto da due cittadini della comunità degli Stati ex sovietici (Cis), uccisi poi a loro volta. Poche ore prima nella zona erano stati bombardati una centrale elettrica e un deposito di carburante.
Il direttore della Filarmonica di Kherson Yuriy Kerpatenko è stato ucciso dall’esercito russo in casa sua per essersi rifiutato di esibirsi in un concerto organizzato forze di occupazione, secondo fonti ucraine. Raid russi a Zaporizhzhia e Kiev. La Cina ha invitato i suoi cittadini a lasciare il Paese.
“In un contesto contrassegnato dall’urgenza, e in un orizzonte di condanna della follia bellica e di esortazione a ridefinire la cornice internazionale delle relazioni tra stati, non possiamo ignorare la spada di Damocle che pesa sull’umanità sotto la forma degli armamenti di distruzione di massa, come quelli nucleari”. Lo scrive Papa Francesco nel volume “Vi chiedo in nome di Dio. Dieci preghiere per un futuro di speranza”.