Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un’intervista all’emittente americana Nbc ha avvertito Mosca: “Qualsiasi uso di armi nucleari comporterà conseguenze serie per la Russia”, aggiungendo che “qualsiasi attacco deliberato contro infrastrutture critiche dell’Alleanza atlantica riceverà una risposta ferma e compatta”.
Anche Papa Francesco ha parlato del conflitto, rinnovando l’appello affinché si giunga subito al cessate il fuoco. Esiste un concreto “rischio di escalation nucleare con conseguenze catastrofiche a livello mondiale” ha detto il pontefice, “Putin fermi spirale di violenza e morte, Zelensky sia aperto ai negoziati”.
La Farnesina ha convocato lunedì 3 ottobre l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, sottolineando che si tratta di un’iniziativa coordinata in ambito Ue. Anche l’ambasciatore russo in Germania è stato convocato presso il ministero degli Esteri tedesco. Michel ai capi di governo Ue: “Restare uniti”.
Le crescenti difficoltà di Mosca nella guerra in Ucraina cominciano a porre dubbi sulla tenuta dell’attuale amministrazione, che ha investito molto su questa “operazione speciale” e rischia di non sopravvivere ad un’eventuale riconquista ucraina. Il primo che rischia è lo zar del Cremlino che, però, lascerebbe il Paese nel caos politico e nell’instabilità se l’Occidente decidesse di non intervenire.