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Il Discorso sul Metodo di Cartesio

| 3 Agosto 2022 | CULTURA

Il Metodo come indagine speculativa

“E’ bravo ma non ha metodo”.

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“Non si applica abbastanza”, ma ha delle potenzialità.

Quante volte i nostri genitori hanno sentito queste frasi.

Non gravi certo, ma destinate ad una qualche preoccupazione.

E ,allora, mutuando, ovvero riprendendo, la speculazione filosofica di Cartesio, cerchiamo di capire tre cose.

Cosa è il metodo.

A cosa serve e di che si tratta

A chi giova.

Poche parole per cercare di comprendere un concetto che si distanzia tanto dalla filosofia, quanto si avvicina alla vita pratica.

Innanzitutto di Cartesio, che ebbe una rigida formazione gesuita, si ritrovano, nei primi lavori giovanili, un precoce allontanamento dalle spire di una congregazione di medievale ed arcana dottrina, legata a concetti informulabili ai tempi nostri.

Economicamente indipendente, girò per l’Europa.

Dopo aver studiato i classici della filosofia tradizionale, abbandonò questa impostazione metodologica per approcciarsi ad una più, anche se vogliamo, rigida deriva  o approccio scientista.

Abbandonò, infatti, i precetti tomistici, per una più ampia visione del mondo, caratterizzata da uno spirito aperto, fors’anche troppo.

Il concetto di metodo

Come dianzi sottolineato il Filosofo cerca di elaborare una teoria, anche attraverso numerose frequentazioni con pensatori dell’epoca, che rifuggono da una filosofia scolastica e stantia, per incardinarsi in  un concetto di pensiero più legato ad un “mondo sensibile”, che ha le sue radici, il suo fondamento in una ragione di sé.

Non per questo Cartesio rifiuta un incontro con Dio, vista l’esperienza scolastica pregressa.

La differenza è che il Filosofo abbraccia un concetto di comprensione del saper filosofico oltre la rigida e asettica metafisica a cui, fino ad allora, era stato edotto.

Secondo Cartesio Dio, nella sua infinita saggezza, attribuisce aprioristicamente la conoscenza delle leggi terrene, sia che esse siano di natura metafisica o che siano di stretto interesse scientifico, ad una validità concreta, se non equipollente.

Questo è il metodo.

Dio e la Scienza

Il metodo è seguire Dio, pur speculando, cioè scientificamente elaborando concetti terreni.

E’ il riconoscimento di due specifiche realtà, una non terrena, l’altra estremamente pratica in cui l’Uomo trova la propria ragione d’essere.

Nello studio dell’Incomprensibile, per noi umani o nella ricerca del probabile, dopo esperimenti o deduzioni meramente tecniche, si addiviene ad una “summa” di esperienze condivise.

Si cerca, quindi, per quanto possibile, di coniugare Fede e Ragione, Dio e Uomo, in un connubio che ci porti ad una felicità intellettuale, almeno apparente.

Del resto, chi non ambisce a questo.

Cui prodest?

A chi giova un’indagine metodologica sul metodo.

Credo, in buona sostanza, che chi non si occupa di filosofia o chi se ne occupa con particolare interesse, abbiano una visione in comune.

Il filosofo indaga e cerca di dimostrare la validità delle tesi di Cartesio;

del resto è il suo lavoro.

Il profano, chi si interessa ma non pratica di questa materia, credo cerchi una risposta a domande terrene.

Perché, grazie alla diversità degli uomini, c’è ancora chi si chiede in maniera acritica quale strada, quale via, che indirizzo debba prendere, affinché il suo vivere sia il più possibile retto, o almeno similare a quello di chi ci circonda.

TAG: Cartesio, Dio, metafisica
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