fbpx
adv-393
<< ECONOMIA

Decreto Bollette, ok del Consiglio dei ministri

| 1 Luglio 2022 | ECONOMIA

Il governo continua a lavorare contro il caro energia. Il Consiglio dei ministri di oggi, che ha dato il via libera ai dl sul rendiconto e l’assestamento di bilancio, ha dato l’ok anche al nuovo Decreto Bollette. Tra le misure approvate l’azzeramento degli onerali generali di sistema nel settore elettrico, la conferma della riduzione dell’IVA nel settore del gas per il terzo trimestre dell’anno in corso e nuovi fondi per il bonus sociale bollette.

Il premier Mario Draghi ha illustrato le misure approvate in Cdm, definendole “urgenti”. I provvedimenti su cui si è trovata un’intesa “dovevano necessariamente essere approvati entro oggi: il terzo trimestre delle bollette inizia da domani”. Senza il decreto, i cittadini avrebbero ricevuto bollette con rincari fino al 45%”, ha detto Draghi. Per questo, ha sottolineato, “sono rientrato ieri velocemente dal vertice Nato di Madrid”.

Gli stanziamenti previsti dal decreto passano dai  3 miliardi e 271 milioni inizialmente ipotizzati a 3 miliardi e 44 milioni di euro. Risultano essere minori i fondi per l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette elettriche (1.915 milioni contro 2.080) e sulle bollette del gas (292 milioni contro 470). Previsto un fondo da 116 milioni per il bonus sociale sulle bollette. Draghi ha ricordato come “per le bollette abbiamo speso 30 miliardi dall’inizio dell’anno”.

adv-331

Il bonus sociale, agevolazione a favore dei clienti domestici economicamente svantaggiati oppure in gravi condizioni di salute, viene riconosciuto anche per il primo trimestre 2022, quindi con effetto retroattivo. Le soglie di reddito per accedere ai bonus sono 8mila euro per il primo trimestre 2022, 12mila per il secondo e terzo trimestre 2022.

Si prevede che Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) – per “ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi” elettrici – annulli, per il terzo trimestre dell’anno in corso, “le aliquote relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione”, oltre che per le utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW.

Gli oneri derivanti dalla misura sono stimati a 1.915 milioni di euro, da trasferire alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), in due quote: 1.000 milioni di euro entro il 30 settembre 2022 e 915 milioni di euro entro il 31 ottobre 2022.

Come nei precedenti interventi, viene fissata al 5% l’aliquota IVA “per le somministrazioni di gas metano usato per combustione per usi civili e industriali”, contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di luglio, agosto e settembre 2022.

Gli oneri in questo caso sono stimati a 480,98 milioni di euro.

E ancora, per contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore del gas naturale, ARERA manterrà invariate le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il settore del gas naturale già in vigore nel secondo trimestre del 2022. È prevista anche una ulteriore riduzione degli oneri di sistema per il settore del gas con particolare riferimento agli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all’anno.

Si cerca di accelerare lo stoccaggio di gas naturale. A tal fine, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) “provvede ad erogare un servizio di riempimento di ultima istanza tramite l’acquisto di gas naturale, a fini dello stoccaggio e della successiva vendita entro il 31 dicembre 2022, nel limite di un controvalore pari a 4 miliardi di euro”. Per farlo, GSE può operare “anche mediante accordi con società partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato” e attraverso coordinamento “con l’impresa maggiore di trasporto”.

Per farlo, GSE può operare “anche mediante accordi con società partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato e attraverso lo stretto coordinamento con l’impresa maggiore di trasporto”.

Un’altra misura riguarda il “contenimento dei prezzi del gas naturale da parte dei soggetti titolari di contratti pluriennali di importazione”. A loro si chiede – per ciascun mese tra ottobre 2022 e il dicembre 2022 e per ciascun contratto – di versare alla CSEA il 10% di quanto prodotto tra la differenza, se in positivo, tra il costo medio efficiente del mercato fissato da ARERA e il prezzo medio di importazione risultante dal medesimo contratto, al netto dei quantitativi destinati all’iniezione in stoccaggio.

Chi registra invece una perdita si vedrà restituiti “gli importi precedentemente versati nei limiti del valore della perdita”.

TAG: crisi energetica, decreto bollette, energia
adv-841
Articoli Correlati