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Italia-Argentina: dalla profezia di Mancini al disastro di Wembley

| 3 Giugno 2022 | SPORT

A Wembley, ultima uscita per la Nazionale di Calcio Italiana, così come ultima gara in azzurro per il difensore centrale Giorgio Chiellini. Possiamo ancora dire che siamo i Campioni d’Europa, ma certo! Siamo speranzosi su un ripescaggio ai Mondiali in Qatar. Dimenticheremo, anche questa pagina del nostro calcio, sicuramente. Ma dobbiamo e dovremmo far tesoro della Profezia del nostro Commissario Tecnico Roberto Mancini, quando tempo addietro, lamentò e sottolineò nettamente, la carenza di giovani talenti, provenienti dai vivai calcistici italiani.

Al di là della cronaca, dei goal di Martinez (Inter), Dybala (Juventus) e Di Maria (per lui la Juventus nel prossimo campionato sarà la sua nuova squadra), bisogna capire come la nostra nazionale, sia arrivata a Wembley, giocando solo un primo tempo, per poi sparire nel nulla, lasciando campo libero ad un Argentina che ha già lanciato un messaggio chiaro e preciso, in vista del Mondiale in Qatar.

Per noi, ahimè, solo un triste tre a zero e una squadra tecnicamente malconcia, fisicamente con poco più di mezz’ora sulle gambe e con un tasso tecnico scadente. Il dopo, sarà solo un orizzonte grigio, vista la mancanza di giovani talenti in lista. Zaniolo, Pellegrini, Spinazzola, Tonali e qualche giovane di belle speranze non potrebbero mai colmare il Gap,per esprimere un calcio ad alti livelli. Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di imparare, assimilare e apprendere la lezione di calcio che l’Argentina ci ha imposto. I numeri della gara giocata a Wembley, parlano da soli.

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Il CT Scaloni, consapevole di avere a disposizione un volume di fuoco non indifferente, mette due autentici polmoni del centrocampo come De Paul e Rodriguez a supporto di Messi posizionato nella trequarti avanzata con il solo Martinez di punta. Per la cronaca e ad onore di cronaca, Scaloni schiera ciò che basta per demolire un Italia povera di idee, incapace di costruire un azione offensiva degna di nota e con un pacchetto arretrato composto da Bonucci e Chiellini, in balia del forcing argentino.

Poche idee, gioco assente e un nulla di fatto, con un centrocampo – quello azzurro-incapace di contenere la Selecion Argentina, implacabile, precisa, ordinata e possente nel dominare la nostra italietta che può contrapporre Scamacca al posto di uno spento Belotti, Bastoni al posto di Chiellini, Spinazzola, non ancora al top e niente di più.

In un paese, come l’Italia, dove militano nel nostro campionato, 346 stranieri pari al 62,3% e dove il resto, sono giocatori italiani, abbiamo trovato la risposta o meglio la causa del nostro declino calcistico. Forse verrà un momento in cui, le cose cambieranno, ma per cambiare registro, occorre anche un cambiamento radicale, per quanto riguarda la gestione tecnica dei vivai italiani. Forse, riducendo l’ingresso degli stranieri, si potrebbe prestare più attenzione ai nostri giovani? Sicuramente, l’addio di Chiellini, sarà motivo di attente riflessioni e scelte tecniche importanti, Bastoni senza dubbio sarà una garanzia come centrale difensivo, ma occorre osservare, programmare, analizzare e in ultima analisi intervenire nel cuore pulsante del calcio italiano: I Vivai, i giovani talenti che dovranno calcare i campi di Serie A, per poter mettersi in mostra, quindi occorre che siano valorizzati. Fino a ora, l’Italia calcistica è stata una vetrina per gli stranieri che hanno fortuna nelle nazionali dei rispettivi paesi. Ma dei nostri giovani, nessuna notizia.

TAG: calcio, Italia, Nazionale, Roberto Mancini
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