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Mosca ordina la resa dei soldati ucraini e di difendere l’acciaieria Azovstal

| 21 Maggio 2022 | ESTERI

Secondo fonti russe, più di 1.900 soldati ucraini si sono arresi alle forze russe questa settimana dopo aver trascorso quasi due mesi asserragliati nell’acciaieria Azovstal a Mariupol.

A tutti loro è stato ordinato di smettere di difendere questo punto strategico, come ha spiegato in un video il comandante del reggimento Azov.

“I vertici militari – dice Denys Prokopenko, comandante del reggimento – hanno dato l’ordine di salvare le vite e preservare il benessere dei militari della guarnigione, cessando la difesa della città”.

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La resa degli ultimi difensori ucraini a Mariupol permette alla Russia di liberare forze per il fronte del Donbass, il cui controllo si sta avvicinando, sempre a detta di Mosca.

“Le unità delle Forze armate russe – dice Sergei Shoigu, ministro della Difesa russo – insieme alle divisioni della milizia delle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk, continuano ad aumentare il controllo sui territori del Donbass.

La liberazione della Repubblica popolare di Lugansk è quasi completata”.

Un’avanzata lentissima ma devastante, da cui migliaia di civili ucraini stanno cercando di fuggire: la città di Severodonetsk subisce l’inesorabile martellamento dell’artiglieria russa.

Secondo il governatore regionale, 12 persone sono state uccise nelle ultime ore e più di 40 ferite in vari attacchi.

Nel frattempo, Bucha, città simbolo degli orrori della guerra, è stata visitata dall’arcivescovo Paul Gallagher: il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati ha pregato vicino alla fossa comune dove sono state sepolte decine di civili uccisi dalle truppe russe.

TAG: Guerra Russia-Ucraina, Mariupol, Mosca
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