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L’Ucraina pronta a ragionare con i russi sul Donbass

| 28 Marzo 2022 | ESTERI

L’Ucraina “sta prendendo attentamente in considerazione la questione della neutralità” ed è pronta a “un compromesso sul Donbass”. A dirlo è il presidente Zelensky nella sua prima intervista ai media russi dall’inizio della guerra, pubblicata sul sito di opposizione Meduza.

“Questa non è solo una guerra. È molto peggio”, è il titolo del lungo colloquio – di cui viene anche pubblicato il video – della durata di circa un’ora e mezza. Nelle scorse ore, l’ente regolatore dei media di Mosca aveva avvertito di non pubblicare né trasmettere l’intervista, minacciando conseguenze legali. “Ho sentito molte persone che sostengono che la mia eliminazione è pianificata – afferma Zelensky -. Probabilmente ci sono stati diversi tentativi da parte di diverse persone”.

La questione della “neutralità” dell’Ucraina è stata “elaborata nel profondo” nei negoziati con i russi, spiega Zelensky, “ma mi interessa che non sia un altro pezzo di carta come il Memorandum di Budapest e così via”. Pertanto, “ci interessa che questo documento si trasformi in un accordo serio che verrà firmato”, aggiunge, spiegando che l’intesa verrà sottoposta a un referendum perché la legge ucraina lo richiede per i cambiamenti di status e perché una consultazione popolare avrebbe un risultato immediato, laddove una modifica costituzionale richiederebbe un anno.

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“Denazificazione e smilitarizzazione? Non ne discutiamo affatto – dice Zelensky -. Non ci sediamo affatto a un tavolo se si parla di una sorta di smilitarizzazione, una sorta di denazificazione. Per me sono cose assolutamente incomprensibili”.

Secondo Zelensky, l’invasione russa dell’Ucraina ha creato una spaccatura “irreversibile” tra i due popoli e “l’odio per tutto ciò che è russo crescerà sicuramente”. Il presidente ucraino poi sottolinea che sono proprio le città russofone dell’Ucraina “che sono state spazzate via dalla faccia della Terra. Come ci si può relazionare con la storia associata alla cultura russa o, in linea di principio, con i russi? – si chiede -. Questa è una domanda molto difficile”. Poi ribadisce di condividere il boicottaggio degli atleti russi: “Devono capire che sono uno strumento dell’immagine internazionale del Paese”.

Zelensky parla poi di Mariupol, una città che “sta vivendo una catastrofe umanitaria”. “La città è bloccata dall’esercito russo. Tutti gli ingressi e le uscite dalla città sono bloccati. Il porto è minato. È impossibile arrivarci con cibo, medicine e acqua, anche per il fuoco dei militari russi sui convogli umanitari, con i conducenti che vengono uccisi. Molti dei carichi sono stati ripresi”.

Nell’intervista, Zelensky accusa Mosca di impedire all’Ucraina di restituire i corpi dei soldati russi caduti, con l’obiettivo di nascondere all’opinione pubblica la reale entità delle perdite. Il presidente ucraino ha spiegato che molti di questi soldati uccisi in battaglia “sono solo ragazzini, nati nel 2003 o nel 2004” e che, dopo un po’ di tempo, i russi hanno offerto agli ucraini dei “sacchi della spazzatura” per conservare i corpi dei nemici caduti.

“Non si fa nemmeno quando muore un gatto o un cane – dice Zelensky -. Ve lo dico come presidente di un Paese che è in guerra con i soldati russi, che sono venuti qui e li odiamo per quello che stanno facendo: non è bestiame”. È “spaventoso perché quando hai un tale atteggiamento verso la tua stessa gente, allora che tipo di atteggiamento hai verso tutti gli altri?”, aggiunge. “Penso che questa sia ferocia. E tutto questo finirà male. Quello che sta succedendo in Russia è incomprensibile per me. È una tragedia. Sì, tragedia – rincara Zelensky -. Ci sono molti ragazzini che non sapevano dove stavano andando”.

TAG: guerra, russia, Ucraina, Volodymyr Zelensky
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