fbpx
adv-229
<< ESTERI

Guerra Ucraina-Russia: la Nato risponderà all’uso di armi chimiche

| 25 Marzo 2022 | ESTERI

Più armi all’Ucraina, tra cui difese antiaeree e droni, ma non solo: nel corso del vertice straordinario dell’Alleanza atlantica i 30 Paesi della Nato hanno deciso di migliorare “la nostra preparazione e prontezza per le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari”.

Sono queste le decisioni prese – insieme al rinnovo di un anno del mandato del segretario generale Jens Stoltenberg – dai membri del Patto atlantico riuniti a Bruxelles, alla presenza di Joe Biden e in collegamento video con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il presidente Usa ha chiarito che se la Russia userà le armi chimiche nel conflitto, “la Nato risponderà. Noi risponderemo se Putin le utilizzerà, la natura della risposta dipenderà dalla natura dell’uso”, ha spiegato.

adv-670

Il presidente degli Stati Uniti ha chiarito con gli alleati della Nato, i membri del G7 e il Consiglio Europeo “siamo uniti in difesa della democrazia e con il popolo dell’Ucraina”. Gli Stati Uniti e la Nato, secondo Bloomberg, si stanno preparando al rischio di incidenti nucleari e biologici russi. I preparativi includono anche posture di deterrenza.

“Un altro miliardo di aiuti umanitari all’Ucraina” è stato annunciato dal presidente americano al quartier generale della Nato a Bruxelles. Gli Usa sono determinati a sostenere gli sforzi con gli alleati a favore dell’Ucraina e a rafforzarli, ha poi dichiarato. Biden ha anche annunciato sanzioni contro altri 400 membri dell’élite russa, tra i quali oltre 300 parlamentari della Duma.

“Le sanzioni non sono mai un deterrente, ma mantenerle aumenta la sofferenza della Russia. È questo che lo fermerà”, ha dichiarato Biden riferendosi a Putin. “Abbiamo parlato anche di come supplire a eventuali carenze di cibo”, ha detto. “L’emergenza cibo sarà reale, il prezzo delle sanzioni non lo paga solo la Russia ma anche i nostri alleati europei”. I rifugiati sono una responsabilità internazionale e gli Stati Uniti hanno un obbligo in questo, ha aggiunto Biden, confermando che gli Usa accoglieranno 100mila profughi ucraini.

In riferimento alle relazioni internazionali, Biden ha detto: “Penso che la Cina capisca che il suo futuro economico è più strettamente legato all’Occidente che alla Russia”. Su Putin e la Russia: “La Russia dovrebbe essere rimossa dal G20”, ha detto il presidente, che ha chiesto che invece sia l’Ucraina a parteciparvi.

Sul conflitto Biden ha commentato che “se cedere parte del loro territorio” alla Russia “è una decisione che dipende totalmente dagli ucraini”. Poi ha concluso: “Putin non pensava che avremmo avuto tale coesione tra alleati, la Nato è più unita che mai. Scommetteva sulla spaccatura della Nato ma ha ottenuto il contrario”, ha aggiunto.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha parlato al termine del vertice: “Gli alleati oggi hanno deciso di fornire più assistenza all’Ucraina, anche dal punto di vista militare. Tra questi si contano armi anti carro, difese anti missili e droni, che si sono dimostrati molto efficaci. Gli alleati poi assisteranno l’Ucraina con aiuti finanziari e umanitari”.

Stoltenberg ha anche confermato che la Nato ha deciso di inviare ulteriori 4 gruppi di combattimento in Bulgaria, Romania, Slovacchia e Ungheria. “Miglioreremo la nostra preparazione e prontezza per le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. Prenderemo ulteriori decisioni quando ci incontreremo a Madrid”, si legge poi nel comunicato diffuso al termine del summit straordinario dell’Alleanza Atlantica.

“Siamo preoccupati” sul possibile uso di armi chimiche della Russia “perché vediamo che sta cercando di creare una sorta di pretesto accusando l’Ucraina, gli Usa e gli alleati della Nato prepararsi ad usare armi chimiche e biologiche e abbiamo visto prima che questo un modo di accusare gli altri è effettivamente una via per creare un pretesto per fare lo stesso loro stessi”, ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. “Le accuse contro l’Ucraina sono assolutamente false e qualsiasi uso di armi chimiche cambia totalmente la natura del conflitto” e “avrà ampie conseguenze diffuse”.

Volodymyr Zelensky è intervenuto in collegamento video al vertice della Nato. Il presidente ucraino ha chiesto all’Alleanza “aiuti militari senza restrizioni”, e ha poi accusato la Russia di “usare bombe al fosforo” in Ucraina. Il presidente ucraino ha poi aggiunto: “Avete almeno 20.000 carri armati.

L’Ucraina ha chiesto l’uno per cento di tutti i vostri carri armati. Dateceli o vendeteceli. Ma non abbiamo una risposta chiara”. Zelensky ha spiegato che i mezzi servono per “sbloccare le nostre città, dove la Russia tiene in ostaggio centinaia di migliaia di persone, creando artificialmente la fame, distruggendo letteralmente i quartieri residenziali nelle ceneri”.

Arrivando al summit della Nato è intervenuto anche il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson: “Più dure sono le sanzioni più potremo aiutare gli ucraini e meno questa crisi durerà”, ha detto. “Vladimir Putin si sta comportando in modo barbarico e la Nato deve considerare in modo collettivo la crisi orrenda che si sta sviluppando in Ucraina. Ora dobbiamo decidere cosa possiamo fare per stringere il cappio economico intorno al regime di Putin”, ha aggiunto Johnson.

Londra intanto ha varato una nuova serie di sanzioni contro 59 società e personalità russe. Secondo quanto riporta l’agenzia Tass, le sanzioni colpiscono anche le banche Gazprombank e Alfabank. L’eventuale uso di armi chimiche da parte della Russia in Ucraina scatenerebbe un’ondata di “orrore viscerale” fra i leader del mondo e avrebbe “conseguenze catastrofiche” per lo stesso Putin, ha affermato Johnson.

Prima dell’inizio del vertice c’è stato spazio anche per la tensione tra la Nato stessa e Pechino: “Chiediamo alla Cina di condannare l’invasione” dell’Ucraina da parte della Russia e di “non dare supporto politico e militare” a Mosca, aveva detto Jens Stoltenberg all’arrivo al quartier generale della Nato. Posizione poi ribadita da fonti dell’amministrazione Usa, secondo cui l’Alleanza vorrebbe che Pechino si assumesse “le responsabilità”.

Lo stesso Stoltenberg subito dopo il vertice ha poi offerto i suoi omaggi alla resistenza ucraina e ai russi che protestano contro la guerra. Il segretario generale ha anche ribadito un concetto più volte espresso nelle scorse settimane: “La Nato non manderà né truppe né aerei in Ucraina perché vuole evitare l’escalation del conflitto”.

Per il segretario generale della Nato “Putin ha commesso un grande errore” ad attaccare un stato  sovrano indipendente. E ha “sottovalutato” la capacità di resistenza degli ucraini e delle loro forze armate. Ciononostante Stoltenberg ha sottolineato come “siamo davanti alla più grave crisi per un’intera generazione”, evidenziando la necessità di ristrutturare e rafforzare la struttura di deterrenza dell’Alleanza alla luce degli ultimi avvenimenti.

Il segretario generale della Nato ha poi detto: “Rendiamo omaggio al grande coraggio del popolo ucraino e delle forze armate ucraine che combattono per la loro libertà e i loro diritti, ma anche a quelli che in Russia stanno coraggiosamente parlando contro la guerra. Sentiamo le loro voci, esse contano”.

Non si è fatta attendere la replica della Cina alle parole del segretario generale della Nato: Pechino accusa infatti Jens Stoltenberg di “diffondere disinformazione” affermando che la Cina ha sostenuto la guerra della Russia contro l’Ucraina, nel mezzo della crescente pressione internazionale perché Pechino prenda le distanze da Mosca.

Il portavoce del ministero degli Esteri di Wang Wenbin, nel briefing quotidiano, ha replicato che “accusare la Cina di diffondere false informazioni sull’Ucraina è di per sé diffondere disinformazione. La posizione della Cina è coerente coi desideri della maggior parte dei Paesi e qualsiasi accusa e sospetto ingiustificato contro la Cina sarà sconfitto”.

TAG: guerra, Nato, russia, Ucraina, USA
adv-638
Articoli Correlati