La mostra dal titolo “Preziosità del simbolo” dell’artista MOKHTAR JELASSI rientra in un progetto artistico internazionale, “NUOVO ATLANTE DELLE ARTI”, ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza (Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea e Critico de IL Giornale fondato da Indro Montanelli) per la FONDAZIONE ATM di MILANO, istituzione attestata internazionalmente, che focalizza l’attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea. L’esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell’Arte di piano internazionale, che firma anche il testo, riunisce un certo numero di opere, capaci di campionare il percorso singolare di questo illustre artista italiano. All’inaugurazione ci saranno i saluti del Presidente della Fondazione e una prolusione del Prof. Carlo Franza, curatore della mostra.
Scrive Carlo Franza: “Dagli anni Ottanta del Novecento a Milano Mokthar Jelassi conosce bene il mondo artistico di Brera, lo ha vissuto frequentando artisti di chiara fama, docenti dell’Accademia di Brera, collezionisti come Giuseppe Zecchillo e non solo, ma da quest’ambiente ha annusato il clima festoso e innovativo dell’avanguardia che nella città di Milano dal secondo dopoguerra in poi si è portato avanti, donando all’Italia, all’Europa e al mondo intero, preziosi e intellettuali accadimenti. Dopo aver esposto a Milano, a Firenze, a Berlino, eccolo nuovamente a Milano, ora alla Fondazione ATM nel Progetto “Nuovo Atlante delle Arti – Otto”. L’artista non movimenta la fantasia e l’idealismo, costruisce il suo percorso con la storia, semmai poi tradotta in simbolo, ma è sempre la storia e la realtà a configurare la sua visione del mondo, l’attualità del presente. Opere radicate alla storia, agli eventi, al costume, alla società, alla globalizzazione. Il nostro artista ha guardato a vari grandi dell’arte contemporanea, da Baj ad Arman, per citarne alcuni, proprio per l’uso imponente di scarti che articolano le sue icone aniconiche e danno una contrapposizione estrema di assenza e presenza degli oggetti che trovano una situazione spaziale di gran lunga aristocratica e per di più costruiscono un flusso di cose che arrivano a formare un insieme visibile e invisibile, materiale e immateriale, tanto da racchiudersi spesso in una sigla che è il punto interrogativo. Talvolta la sigla interrogativa si umanizza organizzandosi come un ambiente architettonico, e seppure in grande libertà, ne compone diverse ramificazioni, sicchè gli oggetti perdono la loro funzione e si affermano come entità sempre riconoscibili, partecipi di una crescita e di forme che eruttano dalla sua testa creativa.
L’effetto di miscellanea caotica e casuale che Mokhtar Jelassi getta sulle superfici da costruire comporta l’immersione, la percezione di un nuovo modo di guardare cose e oggetti, come una costruzione che si fa monumento all’effimero che ci ingloba e rende tutto ancor più interrogativo. Ancora una volta senza retorica, ecco il trionfo del new-pop.
Un capitolo recente racconta il tema della demografia, della mancanza di nascite in Europa, ecco il senso della sequenzialità di culle vuote che appaiono in taluni lavori, uno status realista di un vivere bloccato dalla storia e dal costume contemporaneo, che si fa motore di una svolta e di un futuro tutto da costruire”.
Biografia dell’Artista
Mokhtar Jelassi è nato a Tunisi nel 1964, figlio di un attachè d’Ambasciata, per ragioni di lavoro del padre si è spostato nei diversi stati europei dove ha frequentato le scuole internazionali e imparato varie lingue. E’ proprio nel 1984 che approda a Milano, si inserisce nell’ambiente artistico frequentando Brera e il Bar Jamaica. In questi anni varie le sue discese in campo con mostre personali e collettive e l’approdo in diverse case d’asta fra cui la Casa d’Aste Mecenate e la Casa d’Aste Poleschi. Nel 2017 la sua mostra a Milano nell’Ex Studio di Piero Manzoni in Via Fiori Chiari nello storico quartiere di Brera, vi ritorna ancora con due personali nel 2018 e nel 2019. Nel 2018 è invitato dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza a tenere una sua personale dal titolo “Moderno e Postmoderno” nel Progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze. Ancora nel 2018 vince il Premium International Florence Seven Stars (Premio dell’Europa) per la pittura, assegnatogli sul Belvedere del Plus Florence di Firenze. Nel giugno 2019 è nuovamente l’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza ad invitarlo a tenere una sua personale dal titolo “Moderno e Postmoderno” nel Progetto “Strade d’Europa” al Plus Berlin di Berlino. Ancora nel 2021 vince il Premium International Florence Seven Stars (Premio dell’Europa) come Ambasciatore dell’Arte, assegnatogli sul Belvedere del Plus Florence di Firenze. Nel 2022 mostra personale dal titolo “Preziosità del simbolo” alla Fondazione ATM di Milano nel Progetto “Nuovo Atlante delle Arti” a cura del Prof. Carlo Franza. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.
Biografia del curatore
Carlo Franza, nato nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere (Università della Slesia, New York University, ecc.). Docente nel Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM-Bari-Sede di Milano- Villa Clerici, Docente nel Master Universitario dell’ARD&NT Institute (Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) in The Other Photography e nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l’Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, poi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la sua rubrica “Scenari dell’arte”. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte, il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco-Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d’Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protogonista della Cultura 2020.