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Guerra Russia-Ucraina: colpita base militare ucraina

Morto un giornalista americano.
| 14 Marzo 2022 | ESTERI

E’ di almeno 35 morti e oltre 130 feriti il bilancio dell’attacco missilistico russo contro una base militare vicino a Leopoli, nell’Ucraina occidentale. I raid delle forze di Mosca hanno colpito il Centro internazionale di mantenimento della pace e della sicurezza nel distretto di Yavoriv a circa 25 chilometri dal confine con la Polonia.

Il governatore della regione, Maksym Kozytski, ha sottolineato l’importanza di una no-fly zone: “Ecco perché continuiamo a chiedere alla Nato di chiudere i nostri cieli, perché per combattere con un nemico che non entra nemmeno in Ucraina, ma lancia un missile da crociera, è necessario avere un sistema di difesa aerea serio”, ha detto il governatore.

Il presidente polacco Andrzej Duda, con il quale ha parlato, ha però specificato che il trasferimento di jet MIG29 non è possibile e che una no-fly zone si tradurrebbe nella terza guerra mondiale: “A causa della responsabilità degli alleati, non possiamo trasferire gli aerei, perché crediamo che i nostri alleati potrebbero provare del rancore nei nostri confronti e questo potrebbe mettere la Nato in una situazione difficile.”, ha detto il Capo di Stato polacco in un’intervista alla BBC.

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“Trasferire gli aerei o cercare di difendere i cieli sopra l’Ucraina, beh questa è una decisione strettamente militare e seria, perché significa che i jet della Nato dovranno essere inviati nello spazio aereo ucraino e ci sarebbe un confronto con gli aerei russi. E questo significa l’apertura di una terza guerra mondiale”.

Nel frattempo l’esercito russo continua ad avanzare anche ad ovest. All’alba di questa domenica è stato lanciato un attacco all’aeroporto di Ivano-Frankivsk, a 153 chilometri dalla Romania. L’aeroporto è stato nel mirino degli attacchi russi per il secondo giorno di fila. A Chernihiv, nel nord del Paese, è stato colpito invece un edificio residenziale di nove piani, provocando almeno una vittima tra i civili.

Morto un giornalista statunitense

Nel pomeriggio di ieri il giornalista americano Brent Renaud è stato ucciso dalle forze russe, durante uno scontro a fuoco a Irpin, cittadina nei sobborghi di Kiev dove da giorni infuriano i combattimenti. Il 51enne, già collaboratore del New York Times, stava filmando insieme a un collega le persone in fuga da Irpin. Renaud è stato colpito al collo ed è morto all’istante, mentre il collega è stato trasferito in ospedale.

In un video, il cronista sopravvissuto racconta: “Stavamo attraversando il primo ponte a Irpin con altri colleghi, per filmare i rifugiati in fuga. Si è avvicinata un’auto che ci ha chiesto se volevamo andare con loro per passare il secondo ponte, abbiamo superato il checkpoint e ci hanno sparato contro. Brent è stato ferito e lo abbiamo dovuto lasciare indietro per fuggire. Sono stato portato qui da un’ambulanza. Ho visto che gli hanno sparato al collo”.

“La Russia subirà gravi conseguenze per quanto sta facendo”. Questa la risposta del consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jack Sullivan. I media ucraini hanno riferito che il sindaco di Irpin, Oleksandr Markushin, ha annunciato che ai giornalisti non sarà più consentito l’accesso alla città, per ragioni di sicurezza.

TAG: giornalista, guerra russo-ucraina, morti in guerra
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