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Caos scuole, ecco quando la legge consente di adottare le ordinanze di chiusura per Covid

Le deroghe consentite alla didattica in presenza fanno riferimento a "circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all'insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica"
| 8 Gennaio 2022 | CRONACA

di Gabriele Rubino

È di nuovo caos scuole. Se il Governo insiste sulla linea adottata mesi fa sulla ‘priorità’ per le lezioni in presenza, in tutto il Paese piovono le richieste di posticipare il rientro in classe dopo le festività natalizie di almeno un paio di settimane. Presidenti di Regione, sindaci e associazioni dei dirigenti scolastici chiedono il rinvio. In Calabria, il presidente Roberto Occhiuto ha fatto slittare di pochi giorni il rientro in classe originariamente previsto (dal 7 al 10 gennaio), ma non si spingerà oltre. Oggi ha dichiarato di essere d’accordo sul differimento di qualche settimana ma che l’attuale normativa non consente ai governatori di attivare la Dad, però ha lasciato intendere che i sindaci potrebbero farlo con proprie ordinanze.

ALCUNI COMUNI HANNO GIA’ ADOTTATO LE PRIME ORDINANZE DI CHIUSURA

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Già i primi cittadini di alcuni piccoli comuni calabresi hanno deciso di adottare i provvedimenti di sospensione delle attività didattiche fino al prossimo 15 gennaio, per le città più grandi sono momenti di riflessione e di studio sulla fattibilità giuridica delle ordinanze.

RESTA LA PRIORITA’ ALLA PRESENZA, CONSENTITA LA DEROGA IN ZONA ROSSA O PER CIRCOSTANZE ECCEZIONALI E STRAORDINARIA NECESSITA’ ANTI-CONTAGIO

Cosa dice la legge? Con il Decreto Natale è stato prorogato lo stato di emergenza dal 31 dicembre 2021 al 31 marzo 2022 e sono state esplicitamente prorogate (articolo 16) anche le misure del decreto legge 6 agosto 2021, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 settembre 2021, n. 133. Dunque, rimane la priorità per la presenza con la possibilità di attivare la Dad solo in particolari circostanze: “i Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e i Sindaci possono derogare, per specifiche aree del territorio o per singoli istituti, alle disposizioni di cui al comma 1 esclusivamente in zona rossa e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di cui al primo periodo sono motivatamente adottati sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità’, in particolare con riferimento al loro ambito di applicazione“.

LE ORDINANZE IN BILICO

In sostanza o in zona rossa (e non è il caso della Calabria e nemmeno di nessun comune calabrese, visto che poco più di una decina sono in zona arancione e il resto in gialla) o “in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità”, che ovviamente ogni sindaco deve essere in grado di motivare. Sono questi i confini entro cui muoversi per l’eventuale redazione di chiusura delle scuole a partire da lunedì 10 gennaio.

TAG: covid, scuole
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