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Disastro e omicidio colposo, le indagini della procura di Agrigento sull’esplosione a Ravanusa

| 13 Dicembre 2021 | CRONACA

Disastro colposo e omicidio colposo. Sono questi i titoli di reato su cui indagherà nelle prossime ore la procura di Agrigento, cercando di capire cosa può aver causato l’esplosione che sabato 11 dicembre, partendo da una palazzina a Ravanusa, ne ha fatte crollare quattro e sventrare altre tre, con un bilancio provvisorio di tre morti e sei dispersi. Le vittime identificate sono Pietro Carmina (68 anni), Maria Crescenza Zagarrio (69 anni) e Calogera Gioachina Minacori (59 anni). Due donne sono sopravvissute: Rosa Carmina e Giuseppina Montana.

Tra i dispersi ci sono la moglie di Carmina e un’infermiera al nono mese di gravidanza, che era a Ravanusa per trovare i suoceri insieme al marito, con cui si era sposata lo scorso aprile.

Il procuratore della città siciliana, Luigi Patronaggio, e il pm Sara Varazzi sono andati a Ravanusa per un sopralluogo. Qui, hanno incontrato il sindaco del Comune e i soccorritori.

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La procura ha nominato un consulente tecnico, che nelle prossime ore arriverà nei luoghi del disastro, dove torneranno anche i magistrati, insieme a investigatori e Vigili del Fuoco.

L’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di una fuga di gas metano, ha detto Patronaggio. Tuttavia, ha precisato il procuratore, “non escludiamo alcuna pista”.

Le indagini si concentreranno su un’area di 10mila metri quadrati, sottoposti a sequestro, anche se – fa sapere Patronaggio – “non è escluso che il nuovo sopralluogo possa essere più esteso”.

Dal Viminale, il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia riferisce di essere in “costante contatto, tramite il Centro Operativo Nazionale, con il comando dei vigili del fuoco di Agrigento per seguire i soccorsi”.

I Vigili del Fuoco hanno comunicato che sono 100 le persone che non possono rientrare in casa a causa dei danni provocati dall’esplosione. Quaranta gli edifici coinvolti. Oltre ai quattro crollati, tutti riportano gravi danni strutturali. L’intero quartiere Mastro Dominici è devastato

Il Comune ha predisposto luoghi temporanei per ospitare gli sfollati. Verrà inviato a Ravanusa del personale della Protezione civile per offrire “supporto psicologico” a vittime e sfollati.

La pista della fuga di gas metano è rafforzata dalle testimonianze che arrivano dal piccolo Comune siciliano.

“Alcuni vicini – ha raccontato un uomo che, al momento dell’esplosione, si trovava nella casa accanto alla palazzina distrutta- ci hanno detto che nei giorni scorsi avevano sentito odore di gas. Se è vero c’è stata una negligenza imperdonabile”.

“Ho sentito un boato tremendo, come se fosse scoppiata una bomba o un aereo fosse precipitato sulla casa. Poi sono esplosi gli infissi. Siamo scesi subito in strada, intorno c’era fuoco ovunque, macerie. Io ero con mia moglie, i miei tre figli e i miei suoceri. Siamo vivi per miracolo”, ha detto l’uomo.

TAG: Esplosione, Gas, indagini, morti, Sicilia
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