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Roma e le Mura Aureliane: arte nell’arte

| 21 Giugno 2021 | CULTURA

Le Mura Aureliane che circondano la città eterna sono un’opera grandiosa tanto quanto Roma, costruite a scopo difensivo dall’imperatore Aureliano dal 270-275 d.C. Prima di allora nella capitale dell’Impero sono presenti le Mura Serviane, le prime costruite intorno ai sette colli, risalenti al periodo Repubblicano. Erette verso la metà del VI secolo a.C. dal sesto re Servio Tullio,  sono di tufo e con una forma quadrata. Oggi quasi inesistenti a parte pochi resti.

Durante l’Impero, soprattutto nel periodo di massima espansione e potere,  Roma non ha bisogno di fortificazioni. Ma verso il III secolo si diffonde una crisi economica e politica, a cui si aggiunge l’arrivo dei barbari, verso il lago di Garda.
Infatti, la discesa degli Alemanni nell’Italia centro-settentrionale rende necessaria una cinta muraria, considerando anche una maggior estensione della città e l’inefficacia di quelle esistenti, diventate dei ruderi. Aureliano dopo alcuni tentativi di assalto degli Alemanni tra il 270-271, con il Senato rendono il progetto murario concreto per difendersi e scoraggiare gli attacchi.

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Aureliano, che regna solo cinque anni e muore assassinato, lascia una grande eredità. E con l’aiuto delle corporazioni civili, avvia la costruzione dotata di più accessi, fino ad arrivare a 19 chilometri. Tutt’oggi se ne possono ammirare ancora 12,5 km, incastrate tra vecchie e nuove costruzioni nella città.
Le mura sono alte sei metri e spesse tre e mezzo. E a distanza di quasi trenta metri viene posizionata una torre quadrata, per aver un maggior controllo dell’area. Le 18 porte sono dotate di torri e doppia chiusura. Ci sono fenditure, piccoli ingressi di servizio, cortili prima di accedere alla città e un’entrata e un’uscita per regolare i flussi.

Nella costruzione vengono inglobati tombe, acquedotti, quello dell’Acqua Claudia di Porta Maggiore, l’Anfiteatro di Castrense, le ville aristocratiche, la Piramide di Cestio, per evitare che possano essere occupate. Il cammino della Ronda sopra le mura inoltre, si snoda per circa 350 metri.
Nel tempo le mura subiscono molte ristrutturazioni, visibili dalle diverse tecniche adottate. Infatti, dopo solo venticinque anni dalle sue fondamenta, Massenzio rinforza la struttura e inserisce un fossato non completato. E con l’Imperatore Onorio, il generale Flavio Stilicone aumenta fino a raddoppiare l’altezza e le porte principali sono ridimensionate. Ma i tanti accessi comunque rendono più vulnerabile la struttura.

L’occupazione della città, si verifica dopo 130 anni dalla sue fondamenta con i Goti di Alarico,  il 24 agosto del 410, entrando da Porta Salaria, stranamente aperta. E nel 455 con i Vandali di Genserico il nemico entra nella città, attraverso porta Ostiense, lasciata ancora una volta aperta. E probabilmente non è  un caso.
Ma tra gli scontri più sanguinosi da ricordare il Sacco di Roma nel 1527 con le truppe spagnole e i Lanzichenecchi di Carlo V d’Asburgo, che per circa dieci mesi saccheggiano e uccidono, causando gravi danni alla città e al patrimonio artistico. Senza contare il dono della peste portato dai Lanzichenecchi, che si aggiunge agli altri flagelli.


Le mura Aureliane hanno un ruolo di difesa per ben 1600 anni, perdendo la loro funzione solo con l’unità d’Italia e la presa di Roma nel 1870. Quando i Bersaglieri aprono “una breccia vicino a Porta Pia”, mettendo fine al potere del papato.
E dal XV-XIX, sono i Pontefici a provvedere al restauro delle mura. Gli interventi più resistenti da ricordare sono anche quelli di Antonio Sangallo nel 1536. Papa Pio IV fa rafforzare le mura e sostituisce la Porta Nomentana con Porta Pia, da cui prende il nome. E secoli prima Papa Leone IV fa realizzare le prime mura del Vaticano, dette appunto Leonine, nel IX secolo.

Tra le curiosità prima che venissero costruite delle mura, per delimitare la città, viene usato il pomerio o pomerium, “il confine sacro e inviolabile” della città.
Inoltre, dopo gli eventi storici del 1870, le mura diventano quasi un intralcio e per fortuna non vengono demolite, ma a volte anche vissute. Infatti, a Porta S. Paolo sembra che nel periodo medievale, nella parte alta della torre orientale, sia vissuto un eremita greco, che crea una cappella. Le tracce sono visibili oggi da alcune decorazioni sopravvissute agli eventi.

Secoli dopo in un tratto delle mura Aureliane nasce la “Scuola d’Arte Educatrice” di Francesco Randone (1864-1935), vicino a Piazza fiume e alla Torre XXXIX. Il pittore apre uno studio tra le mura nel 1890 e  insegna la sua arte gratuitamente ai bambini e ai ragazzi bisognosi, collaborando anche nelle attività manuali con Maria Montessori.

E durante il periodo fascista la porta San Sebastiano viene abitata dal gerarca Ettore Muti e oggi nella fortificazione si trova il Museo delle Mura aperto dal 1990. Inoltre, vicino a Via Veneto nelle mura di recente, un senzatetto, ha occupato una parte del passaggio e trasformato in un monolocale con letto, riscaldamento e illuminazione. Difficile da credere ma sembra che in mancanza di una adeguata sistemazione, senza saperlo ha goduto di un privilegio raro e millenario.

Nell’ultimo secolo purtroppo si assiste a molti abusi con nuove costruzioni addossate alle mura, o permessi per usare le torri o bastioni come abitazioni. E si sono avviate iniziate per la tutela e la valorizzazione dell’imponente opera. Le mura, la confezione più pregiata e antica al pari dello stesso contenuto architettonico e storico arricchisce gli altri tesori.


Peccato che Aureliano sia morto presto, altrimenti chissà che cosa avrebbe lasciato ancora a Roma di duraturo e magnifico. Non che ora manchi qualcosa, nonostante sia stata più volte depredata,  appare sempre colma e maestosa di arte e bellezza. Il passato ha aggiunto il suo fascino misterioso,  con cui continua a raccontare e a impressionare. Unica e senza tempo, come le stesse parole di Alberto Angela:
“In tutto l’Impero si pagava con una stessa moneta, c’era una sola lingua ufficiale (unita al greco in Oriente), quasi tutti sapevano leggere, scrivere e far di conto, c’era uno stesso corpo di leggi e c’era una libera circolazione delle merci.”

TAG: “Scuola d’Arte Educatrice, Alemanni, attacchi, bastioni, cinta muraria, città, difesa, fortificazione, Francesco Randone, guerre, Imperatore Aureliano, impero romano, Mura Aureliane, mura Serviane, Museo delle Mura, nemici, opera architettonica, papato, periodo repubblicano, Pio IV, Porta Maggiore, Porta pia, Porta S. Paolo, Porta San Sebastiano, porte, Presa di Roma, restauro, roma, Servio Tullio, sette colli, Storia, tardo imperiale, torri, tutela, Unità d’Italia
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