adv-890
<< ATTUALITÀ

Covid, L’UE supera il mezzo milione di morti. Un record battuto due volte. L’Italia al primo posto, nel Regno Unito numeri ancora più alti

| 17 Febbraio 2021 | ATTUALITÀ

Nei giorni scorsi le vittime del coronavirus nei 27 Paesi dell’Unione Europea hanno superato il mezzo milione, ed ogni giorno ci sono – in media – oltre 3100 nuovi decessi dovuti al Covid.

Il paese più colpito dell’ Unione resta l’ Italia con oltre 92.00 vittime, in seconda posizione la Francia con circa 81.000 morti mentre la Germania ne conta quasi 65.000 e la Spagna è allineata con poche centinaia di decessi in meno.
Il Regno Unito, complice la variante inglese più contagiosa e più letale, piange circa 117.000 morti che però non rientrano nel conto dell’ Ue dato che dal 1° gennaio 2021 ( data della Brexit) non ne fa più parte. Il paese, nonostante un certo rallentamento nei contagi, resta comunque il quinto tra i più colpiti al mondo e con i suoi numeri si colloca immediatamente prima dell’Italia.

Sono questi gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University.

adv-698

In Germania ad oggi sono stati vaccinati quasi 2 milioni e mezzo di tedeschi, mentre i contagiati totali sono circa 2 milioni 340 mila.

Per quanto nei primi giorni di febbraio i contagi siano sensibilmente diminuiti il lockdown e’ stato comunque prorogato fino al 7 marzo. Le ipotesi sul tavolo erano ancora più rigorose, dato che secondo vari organi di stampa ( in primis Bild online, sito di uno dei giornali tedeschi più diffusi) l’ipotesi di riaprire dal primo marzo non era più in discussione, ed anzi si parlava di continuare fino al 14.

Va sottolineato che la Germania è in lockdown da quasi due mesi, precisamente dal 16 dicembre 2020.

Pochi ricordano che un paio di mesi fa il triste record europeo del mezzo milione di morti era già stato battuto, perché come riferito dall’agenzia di stampa Afp lo scorso 17 dicembre 2020 l’Europa è stato il primo continente ad aver superato le 500mila vittime.
In quella data i morti in Europa erano 500.069 , a seguire America Latina e Caraibi con 477.404 decessi, quindi gli Stati Uniti e Canada con 321.287, Asia con 208.149, Medio Oriente con 85.895 e Africa con 57.423.

Oggi, un paio di mesi dopo, la situazione è molto cambiata e sono cambiati soprattutto i numeri.
Gli Stati Uniti, il paese più colpito al mondo con oltre 27 milioni di casi totali, hanno superato i 485.000 decessi e la progressione continua impressionante. Molto alti anche i numeri del Sudamerica, ad esempio in Brasile – dove imperversa una famosa variante – i morti sono circa 240.000, mentre il Messico ne conta circa 175 mila. Il paese lamenta anche un gran numero di vittime tra i religiosi, dato che in Messico dall’ inizio dell’ epidemia è morto in media un sacerdote al giorno.

In Sudamerica fa eccezione l’ Uruguay dove l’ epidemia non ha quasi attecchito, causando poco più di 500 decessi. In un altro contesto geografico un altro caso particolare è Cipro, con 221 vittime.

E’ necessario individuare una strategia di uscita dall’ epidemia, da perseguire a livello europeo per cominciare.
In quest’ ottica il 10 febbraio scorso la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha parlato davanti alla assemblea plenaria del parlamento europeo illustrando i progressi della campagna vaccinale.

Agli eurodeputati ha chiesto unità e solidarietà nella lotta contro il coronavirus, definito “nostro nemico comune”: “Abbiamo avuto e abbiamo ragione come europei a ordinare insieme il vaccino e a distribuirlo in uno spirito di solidarietà. Dobbiamo ora dimostrare la stessa solidarietà anche ai nostri partner vicini e di tutto il mondo. Si tratta di fermare la diffusione del virus per ridurre la probabilità di mutazioni. L’accesso ai vaccini da parte dei paesi a basso e medio reddito è quindi tanto una questione di interesse quanto una questione di solidarietà. La nostra responsabilità va ben oltre i confini europei”.

Gli Stati membri e le istituzioni dell’UE sono infatti tra i principali contributori dell’iniziativa COVAX, il programma dell’OMS per l’accesso globale al vaccino anti COVID-19 che da questo febbraio inizierà a fornire vaccini ai paesi a reddito medio e basso.

E va precisato che mentre l’UE aderisce, gli Usa sono restati fuori.

La presidente ha quindi ricordato che dal dicembre 2020 in Europa più di 17 milioni di persone sono state vaccinate, e che l’ obiettivo resta vaccinare il 70% della popolazione adulta in Europa entro la fine dell’estate. Visto che la produzione di nuovi vaccini è un processo molto complesso e che non è possibile creare un sito di produzione dall’oggi al domani, l’ UE ha istituito una task force per aumentare la produzione industriale di vaccini, sotto l’autorità del Commissario per il mercato interno, Thierry Breton.

La von der Leyen ha concluso affermando che “La battaglia contro il virus è una maratona e non uno sprint. Sono necessarie lungimiranza, resistenza e tenuta. Quasi ogni giorno abbiamo notizia di diverse varianti e di quanto siano contagiose. Non abbiamo ancora il quadro completo dell’efficacia dei trattamenti e dei vaccini sui nuovi ceppi. Ma sappiamo che queste varianti continueranno a emergere. E sappiamo che dobbiamo giocare d’anticipo e prepararci immediatamente. Per questo motivo diamo ora il via al nuovo progetto HERA, varando la prossima settimana il programma di preparazione contro le nuove varianti. Perché per sconfiggere il virus abbiamo bisogno di quante più informazioni possibili.”

TAG: #Covid-19, Italia, UE
adv-682
Articoli Correlati