martedì, Settembre 22, 2020
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Ultime novità dalla Gdo: calano i consumi, rallentano le vendite e salgono i prezzi

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Per il 2020 è stimata una percentuale di perdita per il settore della grande distribuzione che si aggira intorno al 10% rispetto agli anni precedenti. Una diminuzione sostanziosa per la spesa domestica ed extradomestica che subirà un taglio complessivo di 24 miliardi di Euro nel 2020. Da quando è iniziata la pandemia, infatti, secondo la Coldiretti più della metà delle 730mila aziende agricole italiane ha registrato una diminuzione dell’attività.

La crescita delle vendite subisce un rallentamento

L’emergenza Coronavirus ha comportato un vero e proprio calo per molti canali di vendita. Gli incassi dei supermercati rallentano fortemente, con vendite in diminuzione dello -0,2%, come gli ipermercati, che subiscono una perdita dello -0,4%. E se anche il format Cash & Carry stima un ribasso del -16,9%, solo il canale e-commerce prosegue la sua ascesa, con un aumento delle vendite di prodotti di largo consumo online del +140,3%. Il merito è da attribuirsi, in pieno periodo di quarantena, al successo della spesa a domicilio consegnata da grandi catene come la Coop, che hanno una vasta rete di distribuzione attiva su tutto il territorio nazionale. Il trend analizzato ha messo in evidenza come il sabato, con il 19,5% degli acquisti, sia il giorno più rilevante dal punto di vista delle vendite, mentre la domenica si arriva al 10% grazie a più punti vendita aperti rispetto a prima. Ma quali sono i prodotti protagonisti delle spese sul web? Neanche a dirlo in vetta alla classifica troviamo detergenti, saponi, alcol, guanti, candeggina e salviettine. Tra i più richiesti dal punto di vista alimentare, i protagonisti della cucina casalinga: uova di gallina, farine, formaggi
freschi, burro, mascarpone, zucchero e panna fresca. Non manca però anche qualche piccolo sfizio, come nel caso delle tavolette di cioccolato, patatine, creme spalmabili dolci, miele e pasticceria. In crescita anche l’acquisto di alcolici, come vino, birre, superalcolici e champagne/spumante.

L’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari

In un in un contesto di prezzi fermi o al ribasso a favore di un maggiore stimolo di ripresa, i costi alimentari sono invece in crescita. Un rilevante aumento rispetto a un anno fa lo registrano soprattutto i prezzi della frutta, ben +11,5%. Arrivano a un +4,6% invece quelli della verdura fresca e non manca un incremento (seppur minore) per surgelati (+3,5%), pasta (+3,3%), salumi (+3,5%) e latte (+3,1%). A incidere sono le difficili condizioni in cui attualmente versa la ristorazione italiana, impegnata in una ripresa troppo lenta e ancora piena di ostacoli. Ma a causare il rincaro dei prodotti agricoli contribuisce anche il fattore meteo con tempeste e grandinate che hanno colpito gran parte della campagna italiana, rovinando i raccolti con perdite che ammontano a circa tre milioni di euro di danni.


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