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Libertà in cambio di sicurezza, il baratto dell’uomo moderno

| 2 Aprile 2020 | ATTUALITÀ

Il mondo occidentale trema sotto i colpi dei contagi che non arrestano la loro corsa.

Quell’occidente compiutamente democratico, altamente tecnologico, dagli invidiati sistemi di welfare e spesso erroneamente ritenuto una sorta di territorio protetto.

Oggi stiamo avendo la prova che i confini di questo territorio non sono intoccabili, anch’essi periscono e noi, cittadini occidentali, non siamo immuni da ciò che accade al loro interno; la suddetta immunità che ci siamo arrogati senza nessun particolare e tanto meno legittimo diritto, ci ha portato a considerare nostro nemico l’altro, ciò che è altro da noi, altrove e lontano.

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Ci ritroviamo adesso a dover convivere con le nostre comode ed infondate bugie.

A risentirne anche la nostra cara ed amata democrazia che, smarrita e disorientata, ha oggi bisogno di nuova linfa. E’ necessario riscoprire la sua veste autentica e solidale, forte della coesione dei suoi paesi che, dal canto loro, devono esser pronti a tendersi la mano nella lucida consapevolezza che “nessuno si salva da solo.”

In questo marasma una salda ancora ci perviene dagli insegnamenti classici, mai come oggi tanto attuali.

Iniziamo dal principio.

Attualmente è di estrema importanza, per la nostra e la pubblica salute, rimanere a casa. Ciò non è assolutamente un gran sforzo se consideriamo quello a cui invece sono sottoposti i medici e tutto il loro entourage o se, andando un po’ indietro con la mente, pensiamo ai nostri nonni, obbligati a far la guerra.

A noi viene semplicemente chiesto di sostenere la comunità restando comodamente seduti sul divano di casa; che fortuna!

Lungi da ogni disincanto sappiamo anche che se quanto detto può ritenersi valido per la maggior parte della popolazione, c’è un’altra bella fetta per la quale le cose non sono così semplici; infatti le differenze economico-sociali esistono, sono tangibili e certamente influiscono sulla qualità della propria quarantena.

Partendo da questi presupposti proviamo adesso ad analizzare quanto stiamo vivendo in modo più profondo.

In questo delicato periodo le libertà individuali si sono notevolmente ridotte ed in cambio di cosa? della nostra sicurezza.

Proprio così: libertà in cambio di sicurezza. Sembra esser proprio questo il baratto dell’uomo moderno.

Aprendo i cassetti della memoria liceale si noterà che suddetto scambio non è affatto nuovo; dopo qualche incertezza, ecco che troviamo il filosofo che stavamo cercando: Thomas Hobbes.

Nella sua teoria politica egli descriveva l’esistenza di uno stato di natura violento ed aggressivo, dove gli uomini che lo abitano, per paura di essere uccisi vicendevolmente, si fanno la guerra tra loro; famigerata l’espressione che sintetizza suddetto contesto: “homo homini lupus”, l’uomo è un lupo per l’altro uomo.

Al fine di preservare il genere umano e nella consapevolezza che in uno stato di guerra perenne è impossibile vivere, si rende pertanto necessaria l’istituzione della società civile, la quale ha il compito di garantire e preservare la sicurezza dei suoi cittadini.

Ora, se prendiamo lo scheletro di questo schema concettuale e lo riadattiamo al nostro tempo ci rendiamo conto che le cose non sono poi così diverse e lontane.

Certo, non ci facciamo vicendevolmente la guerra ma stiamo combattendo contro un nemico insidioso ed invisibile e, per metterlo al tappeto, siamo disposti a rinunciare ad un pezzettino della nostra amata libertà in cambio di quella sicurezza che al momento vacilla. 

Una gran bella lezione questa, della quale avremo fatto volentieri a meno ma che conviene adesso imparare per bene se non vogliamo ripetere l’esperienza.

In un quadro del genere emergono molte, forse troppe consapevolezze; prendiamone ora in considerazione almeno qualcuna.

In primo luogo ci rendiamo conto che nessun paese, avanzato o meno che sia, è esente da questo tipo di eventi: avere un Pil forte o un livello di democrazia ben consolidato non escludono affatto da questi meccanismi, semmai aiutano a superarli in modo meno traumatico.

E’ pertanto inutile farsi la guerra per accaparrasi quanto necessario o tirarsi indietro nel momento del bisogno; un po’ di solidarietà e lungimiranza sarebbero più che sufficienti.

In secondo luogo trovo doveroso riflettere sull’arroganza con cui abbiamo preso e talvolta deturpato le bellezze che Madre Natura ci ha gentilmente concesso.

Impoverita, violata e stanca adesso ci chiede il conto.

Un conto salato che si traduce in termini di inquinamento diffuso, surriscaldamento globale, effetto serra, onnipresenza della plastica e perdita della biodiversità. Può bastare?

Forte qui la eco delle parole che Papa Francesco ha pronunciato pochi giorni fa sul sagrato di una deserta Piazza San Pietro: “Non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato».” 

Sarebbe stato davvero ingenuo ritenere che un tale atteggiamento non avrebbe generato alcun tipo di conseguenza e, purtroppo, ne avrà ancora se non s’inverte la rotta.

Se è vero che “dagli errori si impara,” è giunto il momento di dimostrarlo.

TAG: coronavirus, libertà, sicurezza
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