Coronavirus: ultimato ospedale da campo a Crema, medici cubani operativi da domani

184
Crema, ospedale da campo

Un aiuto concreto quello giunto dalla delegazione di medici cubani, arrivata all’aereoporto di Milano Malpensa nel pomeriggio di domenica 22 marzo.

Sono 52 i medici pronti a fornire il loro aiuto all’interno dell’ospedale da campo di Crema. Allestito in tempi record, consta di 4 moduli per un totale di 32 posti letto e 3 posti dedicati alla terapia intensiva; messo in piedi grazie al lavoro congiunto dell’esercito e della Protezione Civile, quello cremasco è il primo esempio di ospedale da campo italiano.

La struttura potrà iniziare ad accogliere i primi malati a partire dalla mattinata di domani e, fino alla fine dell’emergenza, sarà totalmente gestita dalla delegazione di medici cubani. Quest’ultima è così composta: 35 medici di cui 23 di medicina generale, 3 pneumologi, 3 intensivisti, 3 specialisti in malattie infettive e 3 specialisti di emergenza; a questi vanno poi aggiunti 15 infermieri, di cui 7 specializzati in terapia intensiva ed i restanti 8 in situazioni di emergenza.

L’altra faccia dell’epidemia: la solidarietà

La comunità cremasca non ha perso tempo nel far sentire il proprio calore e la propria vicinanza all’equipe medica: arrivati con abiti leggeri e pertanto poco adatti alle fredde temperature della cittadina, i commercianti hanno subito provveduto alla donazione di giubbotti pesanti.

Il ringraziamento da parte del Dottor Carlos Ricardo Pérez Diaz, a capo della delegazione, non si è fatto attendere: intervistato dal giornalista cremasco Beppe Severgnini il medico ha espresso la sua vicinanza al popolo italiano affermando inoltre che “la sua squadra resterà a Crema, finché sarà necessario, finché il popolo considera di aver bisogno del nostro aiuto e finché ci sentiamo utili.”

Intervista toccante e che getta anche un po’ di luce sul futuro del paese.

Durante quest’ informale chiacchierata il responsabile dell’ equipe medica ha più volte chiamato in causa “il desiderio di garantire la solidarietà, di garantire che questa solidarietà sia di insegnamento”, nonché la voglia “di dare una mano ad un popolo che ne ha bisogno”; chiudendo con un messaggio di amore e solidarietà per l’Italia.