Continua l’impegno e l’operato dell’Associazione Governo del Popolo nell’equilibrare le incongruenze della mala giustizia dove spesso non segue un iter ordinario. E’ proprio su quell’equilibrio che Francesco Carbone, nonché presidente dell’associazione, porta avanti una battaglia contro un sistema sempre più intriso e controverso.
La vicenda che ha colpito una nota avvocatessa iscritta all’albo speciale dei Cassazionisti del Foro di Salerno, alla quale è stata tolta la figlia e affidata nelle mani dell’ex il quale gli aveva usato maltrattamenti. Una vicenda da i risvolti del tutto chiari visto le incongruenze riportate agli atti dai diretti titolari dell’inchiesta.
E proprio sulla base di questi atti, Francesco Carbone esprime il dissenso ed evidenzia le controversie che determinano le anomalie del caso. Carbone sostiene che i magistrati di Salerno continuano nel voler proteggere un sistema criminale denunciato all’interno del Tribunale Civile e Penale. Nello specifico, afferma Carbone, il pm Cardea dopo tre anni di insabbiamento di una denuncia nei confronti di due assistenti sociali, per falso ideologico, trasforma la denuncia da Mod.45 a Mod.21.
La trasformazione della denuncia viene effettuata subito dopo che l’Associazione Governo del Popolo denuncia più di 40 magistrati e giudici del Tribunale di Salerno per sabotaggio di procedura e non solo, senza nessuna indagine e nessun accertamento il Pm Cardea richiede l’archiviazione prima di essere trasferito alla Procura di Potenza.
“Dopo aver partecipato in qualità di Presidente della nostra associazione a tutela della nostra socia alle ultime udienze penali celebrate dal Gup di Salerno” – dice Carbone – “ho dovuto chiamare un poliziotto per far mettere a verbale d’udienza i reati commessi dal Gup e dal Pm, falso ideologico – frode processuale – omessa denuncia aggravata da parte del pubblico ufficiale e concorso in associazione a delinquere di tipo mafioso, dopo un colloquio di circa mezz’ora dove facevo presente oltre ad averlo scritto nella denuncia, che la minore si trova in affidamento dal proprio carnefice da tre anni e che con urgenza dovevano provvedere a mettere in sicurezza la minore.”
Ma non è tutto, Carbone denuncia tutta la vicenda alla Procura di Napoli: “Il 21 giugno ci siamo recati al Tribunale di Salerno per ritirare copia dei verbali d’udienza e ci siamo resi conto che erano stati alterati e che riportavano dichiarazioni che non corrispondevano al vero visto che avevamo registrato integralmente tutte le udienze. Di conseguenza ci siamo recati alla Questura di Salerno, il funzionario ci conferma che nulla può se non quello di prendere l’ennesima denuncia e girarla alla Procura di Napoli per competenza. Allora ci siamo recati direttamente a Napoli per parlare con il Pm Sergio Amato, il quale non solo non aveva messo in sicurezza la minore ma non aveva ordinato un mandato d’arresto dei colpevoli e tanto meno ne aveva predisposto il sequestro delle prove; per fortuna avevamo registrato l’intera udienza visto che i verbali sono stati stravolti.” Ha concluso Francesco Carbone Presidente dell’Associazione Governo del Popolo.