Caracas-Teheran: un’alleanza revisionista.

L'alleanza tra Caracas e Teheran rappresenta un curioso caso di revisionismo e opposizione comune all'egemonia statunitense. Da quasi due decenni entrambi i Paesi, così vicini e così distanti, fanno fronte comune contro l'attuale ordine mondiale.

132

L’8 aprile 2019 i venezuelani sono venuti a conoscenza dell’avvio delle attività da parte della compagnia aerea iraniana Mahan Air all’Aeroporto Simon Bolivar, effettuando il suo primo volo diretto da Teheran a Caracas nel quale ha viaggiato l’attuale Direttore del Dipartimento degli Esteri per l’America, Mohsen Baharvand, insieme a una delegazione inviata dal Regime iraniano. Questo primo volo è stato percepito dai media occidentali come una sfida aperta, sia per i sospetti generati dalla Mahan Air, spesso segnalata di trasportare equipaggiamento militare a diverse zone in conflitto del Medioriente, sia per la carica simbolica conferita dalla presenza del direttore del Dipartimento degli Esteri iraniano per l’America Mohsen Baharvand in quel primo volo. Baharvand è conosciuto come l’avvocato che difese, durante anni, i presunti autori dell’attentato contro la sede dell’Associazione Mondiale Israeliana in Argentina (AMIA), perpetrato il 18 luglio del 1994  lasciando un saldo di 85 morti e 300 feriti.

Per quanto riguarda il coinvolgimento della Compagnia Aerea nel supporto e finanziamento di conflitti, sono state imposte delle sanzioni comunicate il 10 dicembre 2011 dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (Executive Order 13224) per aver provveduto dei finanziamenti, del materiale militare e della tecnologia alla Guardia della Rivoluzione Islamica. Secondo l’annuncio di David S. Cohen, Sottosegretario d’Intelligence per indagare i casi di finanziamento al terrorismo, la Mahan Air si sarebbe coordinata con le Guardie Rivoluzionarie attraverso delle operazioni segrete, voli e armamenti. Inoltre, la Mahan Air è stata segnalata per aver fornito servizi di trasporto ai militanti di Hezbollah verso le loro basi nel Libano, trasportando persone, beni e armamenti utili per il funzionamento logistico di queste  basi. Allo stesso modo, il 21 gennaio e il 25 marzo 2019, Parigi e Berlino rispettivamente, hanno bandito i voli della Mahan Air sul loro territorio, segnalandola di aver trasportato equipaggiamento e personale militare verso la Siria e altre zone del Medioriente in conflitto.

L’avvio delle operazioni della Mahan Air nel Venezuela sembra essere un segnale di sfida da parte di due regimi sanzionati sia da Washington che dall’Unione Europea nei confronti dell’Occidente.

In realtà, la presenza della Mahan Air a Caracas non è un fulmine a ciel sereno, ma rappresenta la punta dell’iceberg di un intreccio molto più complesso che unisce Caracas e Teheran in un fronte comune contro l’Imperialismo degli Stati Uniti dentro il quale i due regimi si considerano alleati naturali sin dalla prima visita dell’allora rappresentante dell’Esecutivo iraniano Khatami per stabilire dei vincoli di cooperazione con il suo omologo di Caracas, Hugo Chavez e, tra il 2001 e il 2007, con la sottoscrizione di almeno 181 trattati tra entrambi i Paesi, i quali, hanno elaborato una proposta perché le operazioni dell’OPEC venissero valutate in euro anziché in dollari.  Nel gennaio del 2007, Chavez  e Ahmadinejad annunciarono la creazione di un fondo congiunto di 2 miliardi di dollari da destinare ai Paesi che “cercano di liberare sé stessi dall’Imperialismo” e nel 2009, è stata fondata la Banca dello Sviluppo Iraniana-Venezuelana con un capitale di 200 milioni di dollari.

Un altro aspetto chiave da segnalare nella relazione Caracas-Teheran è l’attivismo di Hugo Chavez al momento di votare all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica in favore del Programma Nucleare iraniano. L’irriducibile sostegno di Caracas al Programma di sviluppo nucleare dell’Iran era motivato da due elementi:  il primo, gli accordi stretti tra il 2006 e il 2009 nei quali Caracas avrebbe concesso a Teheran il via libera per lo sfruttamento dell’uranio presente nelle regioni dell’Est del Venezuela. Il secondo aspetto da valutare è il carattere revisionista dell’asse Caracas-Teheran, il quale, sin dai primi anni 2000 ha cercato di sottoscrivere accordi e coordinare delle strategie in grado di sfidare il cosiddetto imperialismo statunitense.

Nel 2013, la scomparsa di Chavez, ha segnato la fine di un ciclo tra i due Paesi. Nonostante il mantenimento dell’alleanza tra i due Paesi, Teheran avrebbe perso un ferreo interlocutore che rappresentasse la volontà revisionista dei due Paesi. L’immagine che potrebbe rappresentare al meglio il sentimento dei membri del regime iraniano per la scomparsa del suo migliore alleato, è il momento nel quale l’allora presidente Mahmoud Ahmadinejad strinse le mani alla madre di Chavez in un gesto che è stato duramente criticato dagli stessi Ayatollah dell’Iran per aver leso alcuni principi formali della stessa Sharia nello stringere le mani di una donna con cui non si hanno dei legami di sangue. Di sicuro, in un momento del genere, questo era l’ultimo pensiero di un Ahmadinejad che, con la morte di Chavez, ha visto il ridimensionare il proprio sogno revisionista.

Nonostante, l’asse Caracas-Teheran è sopravvissuto  sia alla scomparsa di Chavez, sia alla fine della stagione di Ahmadinejad in capo all’esecutivo. I vincoli di cooperazione soprattutto a livello politico, militare e strategico sono stati mantenuti in vigore da Maduro e il presidente dell’Iran Rouhani e i due Paesi hanno continuato ad esternare il proprio carattere revisionista ad ogni incontro bilaterale o multilaterale. Venezuela e Iran hanno continuato a ripetere i loro voti di lotta contro l’imperialismo e di costruzione di un mondo multipolare senza lasciarsi sconvolgere dalla instabilità interna che, in un modo o nell’altro, ha colpito entrambi.

Negli ultimi anni, in diverse occasioni, l’Iran e il Venezuela hanno ratificato la propria alleanza naturale nel desiderio di costruire un mondo multipolare. Tra il 7 e 8 Aprile 2018, qualche giorno prima del XVIII Summit del Movimento dei Non Allineati a Baku, nel quale si sono stipulati degli accordi agricoli, petrolieri, scientifici e di altra indole. Nell’occasione, il Ministro degli Esteri venezuelano Arreaza, ha sostenuto un colloquio bilaterale con il suo omologo, Mohammad Zarif, allo scopo di rafforzare l’alleanza di cooperazione strategica e bilaterale. Secondo Jorge Arreaza, tale incontro ha saldato l’alleanza Caracas-Teheran controllando l’evoluzione dei progetti congiunti, esplorando nuove aree di cooperazione e ribadendo la stessa visione geopolitica. Il Ministro degli Esteri venezuelano ha ribadito inoltre che entrambi i Paesi continueranno a lottare “contro l’ingerenza dell’imperialismo nel Mondo”.

Nel 2019, l’Iran si è confermato un alleato fedele a Caracas dopo la crisi politica che ha dovuto affrontare il presidente venezuelano allo scadere del suo mandato. Lo stesso 11 gennaio, a due giorni dal suo controverso insediamento, Maduro ha sostenuto un incontro bilaterale a Caracas con il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica dell’Iran, Amir Hatami, con l’obiettivo di “rafforzare le relazioni di fraternità e rispetto tra i Popoli” e  successivamente, il 6 febbraio 2019 si è tenuta, nella sede del Ministero del Poder Popular para la Planificaciòn, una riunione  di lavoro per rafforzare la Commissione Bilaterale Iran-Venezuela con l’obiettivo di rinnovare i vincoli di cooperazione. Tra le organizzazioni multilaterali in cui convergono Caracas e Teheran ci sono l’OPEC e il Movimento dei Paesi Non Allineati.

In conclusione, la posizione dell’Iran non può essere altra che favorevole a Maduro e alla sua permanenza nel potere. Da un lato, per dare continuità all’asse revisionista composto da Caracas, Teheran e altri, il quale sarebbe indiscutibilmente interrotto in caso di cambiamenti ai vertici dell’esecutivo venezuelano e, dall’altro, per il mutuo soccorso messo in pratica da entrambi i Paesi nel tentativo di aggirare le sanzioni applicate dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea nei loro confronti. Un aspetto che potrebbe rendere speciale il rapporto bilaterale tra l’Iran e il Venezuela è la carica ideologica del medesimo. In altre parole, il rapporto Caracas-Iran a differenza delle relazioni che legano Caracas a Pechino e a Mosca, non sembra reggersi tanto da interessi economico-finanziari quanto dal forte anti-imperialismo che  unisce entrambi i regimi.