Quote latte, l’archiviazione di una mega truffa

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Paola Di Nicola è un nome sconosciuto ai più.

Per altro come il tema delle “quote latte”. Ma il giudice per le indagini preliminari e questo tema si sono incontrati quando lei ha firmato un’archiviazione, diciamo storica. Storica perché certifica una volta di più come il malaffare sia una delle chiavi del sistema economico italiano, soprattutto se condiviso.

Anzi, come si dice oggi, in sharing. Per non far venire il mal di testa a chi non è pratico riassumiamo: l’Unione Europea per evitare concorrenze sleali e affini stabilisce che ogni nazione ha diritto a produrre un certo quantitativo di latte (le quote appunto). Qualora un Paese dovesse sforare questi limiti, interverranno delle sanzioni. Multe prima pagate dallo Stato che poi si sarebbe rivalso sui produttori infedeli.

In Italia è andata, come spesso accade, che abbiamo interpretato la legge per truccarla: secondo quanto scritto dal Gip Di Nicola, dal Ministero in giù ciascuno ha contribuito a un sistema “criminoso” per truccare i dati, incamerando contributi europei per miliardi: “Si tratta di ingentissime somme erogate per perpetuare negli anni un sistema criminoso che operava sotto gli occhi e che non è stato in alcun modo ostacolato o quantomeno controllato dalle autorità preposte. Ad avviso dei difensori si tratta di 200 euro per vacca ogni anno, pari al valore di ciascuna quota latte, quindi, 200 euro per 5.763.822 = 1.152.764.400 per ciascun anno”.

Una marea di denaro che secondo le carte giudiziarie è stato oggettivamente al centro di un sistema complesso di malaffare, ma tale sistema era talmente esteso che l’autorità giudiziaria non è in grado di individuare responsabilità precise. E, sembra ancora più assurdo per il cittadino comune pur avendo senso, proprio per questo motivo (l’ampiezza del sistema) l’autorità del Tribunale di Roma è quella sbagliata.

I fatti sono quelli: gli unici ad aver avuto un vantaggio sono quei produttori che non hanno seguito le regole. E oggi spesso si trovano con l’unico orizzonte di vita di tentare cause legali in sede civile che probabilmente finiranno quando loro saranno morti. Invece chi si è affidato, almeno così scrive nella sua relazione Di Nicola, alla rete di amministratori pubblici e politici per violare le regole oggi ha vinto.

Anzi magari negli anni ha pure visto fallire qualche concorrente onesto. Paola Di Nicola sarà un nome sconosciuto, ma per tanti è il simbolo di una nazione che ha ancora tanto da costruire. Per chi volesse leggere tutto il provvedimento, con nomi e cognomi di amministratori e politici coinvolti basta schiacciare QUI. http://www.osservatoremeneghino.info/10/06/2019/quote-latte-larchiviazione-di-una-mega-truffa/