Sull’arma che ha ucciso Sissy Trovato non ci sono tracce bioligiche

la Famiglia Trovato: “Restano i dubbi sull’arma di Sissy”.

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Sull’arma di Sissy Trovato, l’agente di polizia penitenziaria morta dopo due anni di coma a seguito di un colpo di pistola alla testa, la perizia non ha evidenziato tracce biologiche.

Questa perizia apre nuovi dubbi sulla vicenda visto che il caso inizialmente era stato trattato come tentato suicidio. Difficile che sparandosi alla testa su quell’arma non siano rimaste tracce. Dubbi che la famiglia di Sissy aveva evidenziato sin da subito.

La procura di Venezia ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Per questo è stata ordinata una seconda perizia sulla pistola di ordinanza di Sissy che è da sempre indicata come arma da cui è partito il colpo. Sulla “volata”, la parte finale della canna della pistola, non sono state trovate tracce biologiche.

Questa tesi è condivisa sia dal perito della procura che da quello di parte della famiglia Trovato. Un evento difficile da credere visto che il colpo è stato esploso a distanza ravvicinata. E anche se ad usare l’arma fosse stata una seconda persona, tracce biologiche avrebbero dovuto trovarsi sulla canna.

Resta un dubbio tecnico, visto che la pistola era stata analizzata due anni fa per evidenziare la presenza di DNA (che non fu però trovato): questa perizia eseguita con alcuni reagenti potrebbe aver inficiato i risultati delle ultime analisi.

Sotto controllo anche il computer di Sissy 

Ma le indagini proseguono: sul tavolo del pm c’è anche la perizia eseguita dagli specialisti informatici sul computer dell’agente Trovato. I tecnici sono certi che sull’apparecchiatura non ci sono state manomissioni, andranno però analizzati i contenuti dell’hard disk.