8 marzo. 60 sfumature di Barbie, da bambola a donna

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Rosanna Marziale chef donna stella Michelin ristorante Le Colonne

Lunghi capelli biondi, lisci e lucidi, occhioni da cerbiatta azzurro cielo e cigliatissimi, nasino all’insu e sorriso smagliante, bianchissimo, con fossette. Il sogno (maschile) della bellezza vitaminica da spiaggia californiana, quasi una Pamela Anderson versione baywatch tradotta in 25 (ora 30) centimetri di materia plastica. Non la riconoscete? Eppure era così la bambola delle bambole, traguardo irraggiungibile, icona di femminilità imperturbabile in ogni ruolo e occasione. Totalmente irreale nelle misure e nelle proporzioni, tanto da generare autentici fenomeni chirurgici (le Barbie umane Pixie Fox e Valerya Lukyanova, tra le tante) oltre che casi umani. Ma anche per Barbie la maturità anagrafica porta un po’ di senno, tant’è che nel corso degli ultimi anni alla Mattel è venuto il dubbio che forse il modello di riferimento non fosse proprio girl-friendly, per usare un anglicismo. Che forse, come avrebbero detto all’epoca Jo Squillo e Sabrina Salerno, “oltre le gambe c’è di piu”. Cervello, per esempio, professionalità, competenza e competizione negli ambiti maschili. Che non significa “Barbie operaia” con la canottiera aderente sotto la salopette, pronta per la parete di una carrozzeria, ma magari vestitissima, in tuta da astronauta e con il volto riconoscibile di una donna vera, che è diventata famosa per altro rispetto al suo sex appeal. Come Samantha Cristoforetti. O come Frida Khalo. O come Katherine Johnson, genio matematico donna e per di piu di colore nell’America degli anni Sessanta.

Katherine Johnson Barbie film il diritto di contare

Shero, le chiamano

Cioè she-hero. Ma il punto è proprio questo: il vero eroismo è riuscire a svincolarsi dai canoni estetici e comportamentali, come un serpente uscirebbe dalla vecchia pelle, un relitto da abbandonare per evolversi. Con le nuove Barbie, lanciate nel 2015, alla Mattel dichiarano di voler colmare il dream-gap, cioè quel momento delicato nello sviluppo delle bambine (che secondo alcuni studi si situa intorno ai 5 anni di età) in cui si fa strada il pensiero che non potranno essere tutto quello che vogliono, ma che alcune strade per loro saranno bloccate. Ora che si appresta a compiere i 60 anni, Barbie guarda alle bambine con gli occhi di un’adulta e invece di invitare all’imitazione di un sé ideale, mostra qualcosa che è già reale, una donna vera, in carne e ossa di cui è la bambola a farsi imitazione. Il reale che si fa materia per l’ideale. Per l’occasione Mattel lancerà sul mercato ben 20 nuove Barbie, ispirate ad altrettante donne che si sono distinte nel mondo per aver rotto con gli schemi e aver raggiunto livelli di eccellenza qualunque fosse la loro professione, paese di origine, lingua, razza e religione. La nostra Rossana Marziale, chef del ristorante casertano Le Colonne, una stella Michelin conquistata e conservata dal 2013, Ambasciatrice del Gusto per la mozzarella di bufala campana Dop, è la prima di tre che verranno presentate il 12 marzo prossimo. Una donna “che ha rivoluzionato l’alta cucina” è stata la motivazione per la scelta che ha eletto Rosanna Marziale a ‘capitana’ delle OOAK, One of a kind, la linea appunto dedicata alle donne ‘uniche nel loro genere’. Che sono “uniche” easttamente come ogni donna libera di esprimersi.