Xylella, multe salate per chi non taglia

DL: una procedura d’urgenza. Multe fino a 10 mila euro.

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“Al fine di proteggere i beni culturali, l’ambiente, il territorio, il paesaggio, l’agricoltura e le foreste dalla diffusione di organismi nocivi per le piante, le misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attività ad esse connessa, derivanti da provvedimenti di emergenza fitosanitaria, ivi compresa la distruzione delle piante e dei prodotti delle piante contaminate, si provvede in deroga ad ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati nel decreto di emergenza fitosanitaria e nel comma 2 bis, articolo 6 della decisione di esecuzione Ue 789 del 2015”. Lo prevede un articolo contenuto in una bozza di decreto Agricoltura su cui il Governo sta lavorando.

L’articolo ricalca una norma che era stata già inserita nel decreto Semplificazioni, per poi essere dichiarata improponibile in aula al Senato. L’articolo stabilisce che “l’abbattimento e le modifiche della chioma e dell’apparato radicale degli alberi monumentali infetti dagli organismi nocivi, sono realizzabili previo accertamento della presenza delle infezioni, mediante prelievo di campioni di materiale vegetale, da parte di laboratori di analisi accreditati dagli Enti competenti per territorio, secondo specifici schemi di accordo o convenzioni”.

Proprio ieri la commissione Agricoltura ha approvato il documento conclusivo, al termine dell’indagine conoscitiva sulla Xyella, che va proprio in questa direzione. In buona sostanza, con questa norma le misure fitosanitarie di urgenza potranno essere attuate anche in presenza dei vincoli culturali, paesaggistici, ambientali e forestali derivanti dalle norme specifiche di settore. Nel caso in cui le piante si trovano all’interno di aree protette di rilievo nazionale, dovrà essere acquisito un parere dell’ente gestore del parco, che dovrà essere rilasciato entro 30 giorni