Reddito di Cittadinanza, i dubbi dei tecnici del Senato

Per i tecnici del Senato, il governo ha sottostimato le richieste.

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È la stima dei tecnici del Senato i quali nutrono seri dubbi sulla platea del reddito di cittadinanza che rischia di essere sottostimata. Nella relazione tecnica del provvedimento, si legge nel dossier del Servizio Bilancio, si riduce il numero di beneficiari effettivi al di sotto anche della stima statistica basata sulle dichiarazioni presentate. Infatti, tramite prima l’ampliamento del 15% per tenere conto di chi, pur avendo i requisiti non ha presentato dichiarazione Isee e poi la riduzione per tenere conto di chi, pur potendo accedere non presenterà domanda di reddito di cittadinanza, si perviene a una riduzione di 30.000 nuclei familiari dalla base di partenza (da 1.365.000 a 1.335.000). http://www.senato.it

I tecnici evidenziano che considerando che l’importo medio per mille nuclei familiari è di circa 6 milioni, la riduzione comporta una stima inferiore di circa 180 milioni di euro annui. In particolare il Servizio Bilancio fa notare che la stima è basata anche sui dati di consuntivo della spesa per l’erogazione del Rei ma evidenziano che il precedente strumento di contrasto alla povertà garantiva integrazioni reddituali molto più limitate: ad esempio per i nuclei composti da 1 solo soggetto, il beneficio massimo mensile per il Rei era di 188 euro circa mentre per il reddito di cittadinanza diventa di 780 euro. Inoltre, si evidenzia nel dossier, il Rei non si applicava ai redditi familiari compresi fra 6.000 e 9.000 euro circa, per cui vi è un ulteriore fascia di popolazione che potrebbe avere una propensione diversa rispetto agli aventi diritto al Rei.

Per il Servizio Bilancio di Palazzo Madama, pertanto, non sembra affatto potersi escludere che l’ampiezza della platea di famiglie che, pur trovandosi con un valore dell’Isee inferiore a 9.360 euro, non hanno finora (in assenza di altre significative motivazioni correlate ad altre agevolazioni) presentato la dichiarazione Isee, possa essere considerevole ed essere maggiormente attratta dalla prospettiva di entrate più cospicue e comunque tali da essere percepite convenienti, pur rispetto alla serie di adempimenti e controlli previsti dalla disciplina del Rei prima e del reddito di cittadinanza ora.

I tecnici rilevano inoltre che sulla riduzione della platea effettuata dalla relazione tecnica potrebbe incidere la previsione normatica che autorizza l’Inps a inviare comunicazioni mirate sul reddito di cittadinanza ai nuclei familiari che a seguito di un’attestazione Isee presentino valori compatibili con quelli richiesti per il reddito di cittadinanza. La ricezione di tale comunicazione – si legge nel dossier – potrebbe infatti contribuire ad attivare un maggior numero di nuclei familiari rispetto a quanto sperimentato con il Rei.