Pamela Mastropietro, l’avvocato Verni a Mattarella e Papa Bergoglio: “Voglio mostrarvi le foto di quel che resta del corpo di Pamela”

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Un grido di giustizia, quello che l’avvocato Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro, giovane studentessa romana, che ha trovato il suo tragico destino lo scorso 30 gennaio a Macerata, dopo essersi allontanata il giorno precedente, per motivi ed in circostanze ancora da chiarire, dalla comunità a doppia diagnosi Pars di Corridonia, dove era ricoverata dal 18 ottobre dello scorso anno per problemi di natura psichiatrica. L’avvocato Verni, legale della famiglia, lancia un appello attraverso i social. Chiede di essere ricevuto dal Santo Padre e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per mostrare loro le fotografie di quel che rimane del corpo di Pamela, tra cui -scrive-, a titolo meramente esemplificativo: panorama del busto deprezzato, scuoiato e scarnificato; femore scarnificato.

“Troviamo singolare che né il pontefice, che è stato molto attento a stigmatizzare altri episodi molto minori per importanza e gravità- ed anzi rivelatisi poi ben diversi da come erano stati inizialmente prospettati da certa stampa schierata – o il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non abbiano speso una parola per la vicenda di Pamela – dice l’avvocato Verni – Vorremmo tanto essere ricevuti da loro per mostrare le fotografie di quel che resta del corpo di Pamela, che è stato depezzato chirurgicamente, disarticolato scuoiato, scarnificato, esanguato, lavato con la candeggina, messo in due trolley ed abbandonato sul ciglio di una strada.
L’impressione – continua il legale – è che vogliano far finta di non vedere, perché sarebbero costretti ad ammettere – se avessero buon senso – il fallimento della loro idea di immigrazione e di integrazione. Ma non potranno continuare così a lungo, perché presto ci sarà il processo e li verrà fuori tutto il demoniaco che ha contraddistinto questa tragica storia. Comunque – conclude – se vogliono, noi siamo disponibili. Giovanni Paolo II esortava a non aver paura. Ebbene, proprio a voi, Bergoglio e Mattarella, inviamo lo stesso messaggio: non abbiate paura ed accettate un confronto con dei cittadini italiani, di religione cristiana, che chiedono giustizia”.