India: L’omosessualità non sarà più un reato

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L’arcobaleno tinge le strade indiane: dopo anni di campagne e di manifestazioni è stato abolito il reato di omosessualità.

Prima di entrare in merito alla vicenda, focalizziamo mostrando il complesso rapporto tra l’omosessualità e l’induismo per avere un quadro più generale. Da una parte, l’omosessualità è presente in antichissimi testi religiosi ed in numerose sculture o dipinti. Dall’altra, a causa della forte influenza della cultura Islamica e della successiva cultura dei dominatori britannici puritani, l’omosessualità è stata etichettata come un reato “contro natura”. Questo fu sancito nell’articolo 377 del codice penale indiano, redatto nel 1860 dal britannico Lord Thomas Macaulay:

“Chiunque, volontariamente, abbia un rapporto carnale contro l’ordine della natura con un uomo, una donna o un animale, sarà punito con: la prigione a vita o per un periodo che può arrivare a dieci anni, e dovrà anche pagare una multa”.

La legge incoraggia le forze di polizia a maltrattare i gay, mentre le lesbiche, in una società patriarcale come quella indiana, sono messe ai margini della società, più di quanto si faccia con gli uomini. Sono obbligate dalla famiglia a vivere in segreto la propria sessualità e a reprimere i propri sentimenti. Agli uomini, invece, si fa di tutto per orientarli verso il sesso femminile, spesso utilizzando mezzi brutali, come lo stupro di gruppo. Questo è successo a un ragazzo di 20 anni il 23 gennaio scorso: i genitori dopo aver scoperto la sua relazione con un coetaneo, hanno fatto torturare il figlio.

Gli omosessuali essendo fuorilegge, non godono neanche dell’accesso alle strutture mediche, per prevenire, ad esempio, l’Aids.

Sono seguite numerose campagne e battaglie per abolire questa legge: già nel 2009 la Corte Suprema aveva dichiarato incostituzionale l’articolo 377, ma la sentenza fu annullata nel 2013 dalla stessa Alta Corte di Dheli. Tornando poi in agenda nel 2017.

La giornata del 6 Settembre 2018, è considerata una data storica, poichè il collegio, composto da cinque giudici e presieduto da Dipak Misra, ha redatto il verdetto: “Criminalizzare l’omosessualità è irrazionale e indifendibile”. Da questo giorno in India gli omosessuali non dovranno più nascondersi, verranno considerati esseri umani e non più bestie.

Le associazioni e tutte le comunità gay sono in festa per commemorare questa grande vittoria per l’uguaglianza di tutti. I festeggiamenti si sono svolti in tutta l’India fino alla capitale New Delhi, dove le persone sono scese in strada ballando e cantando.

Un portavoce dell’UE ricorda che “l’Unione europea è fortemente impegnata per l’uguaglianza e la dignità di tutti gli esseri umani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e identità di genere”. Il portavoce aggiunge che tutto ciò è sancito dai trattati dell’UE, dalla Convenzione europea sui diritti umani e dal diritto internazionale.