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La seconda guerra fredda

| 28 Marzo 2018 | ESTERI

Gli Stati Uniti e 18 paesi europei hanno deciso di espellere alcuni diplomatici russi. I funzionari colpiti da questo provvedimento saranno circa 100 ma per il momento è difficile avere un numero preciso. Il maggior numero di espulsioni si registra negli Stati Uniti dove ben 60 diplomatici saranno allontanati. Il presidente Trump ha anche deciso di chiudere il consolato russo di Seattle, sulla costa ovest degli Stati Uniti.

Tra i 18 paesi europei 14 sono dell’Unione, e tra questi vi è anche l’Italia che ha cacciato due funzionari dell’ambasciata russa di Roma. Quattro espulsioni in Francia, Germania e Polonia. Il governo polacco ha addirittura deciso di allontanare l’ambasciatore russo a Varsavia. Espulsioni di funzionari anche in Canada, Albania, Ucraina ed Australia.

Ma qual è il motivo di questa crisi diplomatica? Tutto è cominciato lo scorso 4 marzo quando Sergej Skripal e la figlia Julia vengono ritrovati privi di coscienza su una panchina nella città di Salisbury, nel sud dell’Inghilterra. Skripal fu un agente dei servizi segreti russi ma durante gli anni ’90 fece il doppio gioco per l’MI6, i servizi segreti britannici, e dal 2010 vive nel Regno Unito. La figlia, che vive a Mosca, l’aveva raggiunto per fargli visita. Ora i due sono ricoverati in gravi condizioni all’ospedale di Salisbury.

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Le indagini delle autorità britanniche hanno rivelato che Skripal e la figlia sono stati avvelenati con l’agente nervino Novichok prodotto in Unione Sovietica tra gli anni ’70 e il 1993. Secondo le ricostruzioni del governo britannico il mandante del tentato omicidio sarebbe l’amministrazione russa. Regno Unito, Francia e Germania hanno condannato congiuntamente il governo russo che ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda. Ora a quanto pare anche l’Unione Europea si è fatta convincere dalla tesi dei britannici. “È altamente probabile che la Russia sia responsabile dell’attacco a Salisbury” ha affermato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che non esclude ulteriori espulsioni nelle prossime settimane. Rammarico è stato espresso dal ministro degli esteri russo. Nei prossimi giorni arriverà inevitabilmente la ritorsione di Mosca.

È bene precisare che nessuna corte, commissione investigativa o quant’altro ha certificato la responsabilità dell’amministrazione russa nell’attacco di Salisbury. Si tratta unicamente di ricostruzioni del governo britannico.

Il provvedimento di Stati Uniti e paesi europei rappresenta la più grave crisi diplomatica tra Occidente e Russia dai tempi della guerra fredda. Infatti era dal 1986 che gli Stati Uniti non espellevano così tanti diplomatici russi.

La seconda guerra fredda, che stiamo vivendo ora, è cominciata ormai quattro anni fa quando, nella primavera del 2014, in seguito all’annessione russa della Crimea, Stati Uniti ed Unione Europea decisero di sanzionare economicamente la Russia. Sanzioni che furono confermate in seguito al coinvolgimento russo nella guerra del Donbass e che ancora oggi sono in vigore. L’amministrazione Putin ha risposto con un embargo dei prodotti agro-alimentari europei che ha causato danni per miliardi di euro alle economie dell’Unione (in particolare all’Italia che è uno dei primi partner commerciali della Russia). Contemporaneamente la Nato ha militarizzato il suo confine orientale aumentando le esercitazioni e il numero di soldati schierati in Polonia, repubbliche baltiche e Romania. Il motivo di questa escalation militare? Il timore di un’invasione russa giustificato dall’annessione della Crimea. Questo è quello che ha ufficialmente dichiarato la Nato. In realtà questa isteria è frutto di una grave cecità strategica: la Russia ha annesso la Crimea per un motivo ben preciso quindi il timore di un’invasione russa in Europa orientale è puramente irrazionale ed è solo il pretesto per altri scopi.

Il caso Skripal e le espulsioni dei diplomatici russi rappresentano quindi il nuovo fronte di una guerra che ora coinvolge pienamente l’Unione Europea. Finora l’Ue si era limitata a seguire in modo succube la volontà degli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda le sanzioni.

Dobbiamo quindi avere consapevolezza di quello che sta accadendo: le relazioni tra Occidente e Russia si stanno deteriorando in modo sempre più grave. Dove ci porterà questa crisi diplomatica non possiamo ancora saperlo, di certo verso nulla di buono. Magari è utile ricordare che già in passato le crisi diplomatiche tra le maggiori potenze del pianeta hanno fatto da preludio allo scontro militare. Non è detto che questo sia il caso ma di certo crisi di questo tipo non fanno presagire niente di positivo. Bisogna anche notare che dal 2014 ad oggi le relazioni tra Occidente e Russia sono sempre peggiorate e mai migliorate. Se questa è la tendenza, nei prossimi anni il clima di tensione non farà altro che acuirsi. Questa quindi è la situazione attuale. Una situazione che non sarà facile da modificare. Ci vuole poco per deteriorare le relazioni diplomatiche, ma per normalizzarle ci vogliono anni e grandi sforzi, ammesso che vi sia la volontà di farlo.

TAG: caso Skripal, crisi diplomatica, diplomatici, funzionari, governo britannico, russia, seconda guerra fredda, servizi segreti, Unione Europea
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