Le condizioni dell’ex primo ministro Lucas Papademos sono stabili e non destano preoccupazioni allarmanti ma resta, per precauzione, in osservazione all’ospedale Evangelismos, a causa delle ferite riportate per lo scoppio di un ordigno nascosto in una busta esploso tra le mani dell’ex primo ministro ferendo lui, l’autista e un agente della scorta. Papademos ha riportato le ferite sul petto, al volto e sulle gambe.
Papademos è stato capo di governo tecnocrati dal 11 novembre al 16 maggio del 2012 e vicepresidente della BCE, ragioni che lo rendono simbolo delle dure misure di austerità che hanno sconvolto l’economia della Grecia. Prontamente il mondo politico internazionale si è stretto in segno di solidarietà all’ex primo ministro condannando l’attentato terroristico. Un atto doloso che riporta la memoria agli anni di piombo.
Dalle prime ricostruzioni, Papademos è stato colpito da una lettera bomba. Per quanto non siano ancora giunte rivendicazioni, gli investigatori ellenici puntano il dito sulle formazioni anarchiche. In particolare a Synomosìa Pyrìnon Tis Fotìas (Cospirazione delle Cellule di Fuoco), che in passato aveva già manifestato il proprio dissenso inviando missive esplosive al ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble, e lo scorso marzo all’ufficio di Atene del FMI dove rimase ferito un dipendente.