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Roglic: Primoz al Giro D’Italia!

| 28 Maggio 2023 | SPORT
primoz roglic

Primoz Roglic spariglia le carte, stravolge i pronostici della prima ora e porta a casa la 151° edizione del Giro d’Italia 2023. Lo sloveno ha realizzato un numero da fuoriclasse nella cronoscalata del Monte Lussari, superando anche a un problema meccanico e battendo per 40 secondi il “rivale” Geraint Thomas, conquistando così la vittoria finale per 14 secondi ai danni del gallese divenuto il nuovo favorito dopo l’uscita clamorosa (e non senza polemiche) di Remco Evenepoel per Covid.

Un successo meritato e sudato e che entra di diritto nella storia della Corsa Rosa come uno dei distacchi più ridotti tra primo e secondo classificato. Solo in tre altre occasione negli oltre 150 anni di storia del Giro d’Italia il divario tra vincitore e piazza d’onore era stato inferiore a 14 secondi e in due occasioni è protagonista Fiorenzo Magni: nel 1948, quando anticipò Ezio Cecchi di 11 secondi e nel 1955, quando beffò Fausto Coppi per 13 secondi. L’altro caso si registrò nel 1974, quando “Il Cannibale” Eddy Merckx ebbe la meglio per 12 secondi su Gianbattista Baronchelli.

Questo di Roglic però non è il distacco più risicato della storia se consideriamo gli altri grandi giri ciclistici: al Tour de France, nel 1989, Greg LeMond vinse ai danni del padrone di casa Laurent Fignon per soli 8 secondi, mentre alla Vuelta nel 1984 il francese Éric Caritoux vinse per appena 6 secondi sullo spagnolo Alberto Fernández Blanco.

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Primoz sorride, Geraint deluso

Davvero una bella rivincita per lo sloveno Primoz Roglic, che dopo aver vinto per ben tre volte la Vuelta, vince di forza il Giro d’Italia con cui in passato ha avuto un rapporto conflittuale, con un’edizione 2016 che l’aveva lanciato nel grande ciclismo, ma con quella del 2019 che lo vedeva grande favorito insieme a Vincenzo Nibali ma dovettero soccombere clamorosamente ad un Richard Carapaz in stato di grazia. Oggi una grande gioia per Primoz per mettersi definitivamente alle spalle ogni maledizione.

Deluso invece Thomas, arrivato senza grosse aspettative al Giro ma che fino all’ultimo ci ha sperato. “Ovviamente se mi aveste detto che avrei ottenuto questo risultato a febbraio o marzo sarei stato felice, ma ora sono devastato. Comunque, con la stagione che ho avuto sinora, posso essere fiero del risultato. Mi dispiace molto per i ragazzi e per tutto quello che hanno fatto”.

L’interrogativo però resta, perché un cambio bici e un cambio casco così lento da parte di Thomas?

 

TAG: geraint thomas, giro d'italia, primoz roglic
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