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I combattenti dell’Isis si nascondono tra le macerie di Raqqa

| 14 Settembre 2017 | ESTERI

Edifici ridotti a cumuli di macerie e sotto ci sono i morti: combattenti dell’Isis o civili. Nessuno sa quanti siano, ma il tanfo che emanano i cadaveri in decomposizione da sotto i detriti avverte chiaramente che sono tanti, tantissimi. Lo si capisce dall’inconfondibile odore di morte e anche dalle orde di mosche presenti ovunque, su un teatro spettrale.

E’ questa la scena che ci si trova davanti arrivando nel centro di Raqqa, nel Nord della Siria, ex capitale dello Stato Islamico (Isis) proclamato dal “Califfo” Abu Bakr al Baghdadi da Mosul, nel Nord dell’Iraq, nell’estate del 2014. La battaglia per Raqqa, giunta alla fase finale, si consuma sullo sfondo di una partita a scacchi più ampia, destinata a disegnare il futuro politico di un Paese dilaniato da quasi sei anni e mezzo di guerra civile sfociata in un conflitto a cui partecipano Russia e Usa, potenze regionali e milizie e combattenti da tutte le parti del mondo.

La battaglia di Raqqa è stata lanciata agli inizi di giugno dalle forze di Siria Democratica (SDF) un’alleanza arabo-curda sostenuta da Washington, ma dominata dalle Unità di Difesa del Popolo curdo (Ypg), considerate dalla Turchia un gruppo terroristico. E proprio tra i combattenti curdi gli inviati freelance de Il Format hanno trascorso due giorni dentro la città, teatro di un gioco tra gatti e topi: da una parte i curdi che occupano oltre l’80% del capoluogo; dall’altra i tagliagole che vivono sottoterra e non vedono da mesi la luce del sole per sfuggire ai droni americani che solcano il cielo in continuazione.

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La fitta rete di tunnel scavati sotto terra è una sorta di ‘metropolitana’ che permette ai jihadisti di spostarsi e spuntare dietro le linee del nemico. Qui “nessun posto è sicuro. Anche sotto questa casa, in qualunque momento, potrebbe spuntare da un buco uno di loro”, dice il comandante Mazlum all’interno di una postazione di prima linea che si affaccia su Dahariya, uno degli ultimi quartieri dove si trovano gli irriducibili del Califfo.

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