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La galassia postcomunista

| 13 Luglio 2017 | POLITICA

Le prossime elezioni politiche saranno decisamente diverse da quelle vissute negli ultimi
decenni, per una serie di motivi, riconducibili sostanzialmente al consolidamento di un movimento trasversale ed antisistema come il M5S ed all’emersione di una nuova formazione politica a sinistra del PD, dai contorni non del tutto definiti, ma animata da uno spiritus pugnandi molto acceso.

Già in passato abbiamo vissuto, da Bertinotti in avanti, l’esperienza di piccoli partiti vessilliferi di un’idea di sinistra dura e pura, che, in presenza dei vecchi apparati della “ditta” saldamente attestati alla guida di PDS, DS e PD, riuscivano a raccogliere una modesta quantità di consensi, ma adesso, che è entrata in crisi l’identità stessa del PD e ne è uscita gran parte della classe dirigente cresciuta nel PCI, la partita sembra più aperta.
Ad incattivire il confronto tra l’universo renziano uscito sconfitto dal referendum, ma perentoriamente vittorioso dalle primarie, concorrono asprezze caratteriali degli antagonisti, desideri di rivalsa dei rottamati e odi personali, che si incarnano prevalentemente nella figura di D’Alema, il quale promette a Renzi guerra totale per tutti gli anni che gli restano da vivere.

Il coacervo di nostalgie ideologiche, istinti di sopravvivenza e malmostosi risentimenti, per
essere stati espropriati da un callido usurpatore, dà corpo alla galassia post comunista, nella quale si agitano vecchi generali gelosi del loro ruolo e giovani luogotenenti, come Speranza, D’Attorre, Fassina, Civati, cresciuti alla loro ombra, in attesa di ereditarne i gradi.

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Tutti costoro, che inizialmente affermavano di voler fare scudo a Gentiloni, per proteggerlo dalla minaccia di elezioni anticipate, manifestano adesso insofferenza per il governo, definito testualmente “la brutta copia di quello di Renzi” e meditano di ritirargli l’appoggio, per lanciarsi a briglia sciolta in un grande assalto al PD.

Ciò che rimane politicamente oscuro, in costanza di una legge elettorale che assegna i seggi con riparto proporzionale, è dove voglia andare a parare questa galassia, in un universo che può essere governato solo da un’alleanza di grandi pianeti e non certo dal capriccio di bizzosi asteroidi.

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