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Sciroppo e gazzosa, arriva lo ‘sballo viola’

| 18 Gennaio 2019 | CRONACA, IL FORMAT

Parola d’ordine sballarsi. Non ha importanza come. Nel vuoto che avanza nella società della frenesia epilettica, molti giovani trovano un nuovo modo per farsi del male. In America è noto come ‘Purple Drank’, ma il mix di sciroppo per la tosse a base di codeina e gazzosa è arrivato ormai in Italia. La Purple Drank (detta anche Dirty Sprite, Syrup, Sizzurp o Purple Jelly) è una droga psicoattiva ottenuta tramite miscela di codeina – sostanza contenuta in alcuni farmaci, tra cui il comune sciroppo per la tosse – e qualunque altra bibita gassata. La codeina è una sostanza che fa parte della categoria degli oppiacei, ossia quelle sostanze che si estraggono dal papavero da oppio. In quantità ridotte, ha proprietà analgesiche, antidiarroiche e offre sollievo immediato in caso di tosse. Per questo si tratta di una sostanza molto usata in campo farmacologico.

Qualche giorno fa è scattata la segnalazione da Napoli, a testimoniarne la diffusione sono gli stessi racconti dei giovanissimi. “Ultimamente me lo hanno segnalato molti giovani pazienti, in terapia per altre forme di dipendenza: tra gli adolescenti di 14-16 anni si sta diffondendo la pratica di questa forma di sballo ‘fai da te’, a partire dal mix di notevoli dosi di sciroppo della tosse con la gazzosa, per raggiungere uno stato di euforia, o al contrario per rilassarsi”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Federico Tonioni, psichiatra e psicoterapeuta responsabile dell’Area dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma, che da anni si occupa di dipendenze patologiche e adolescenti difficili.

Questa droga è stata per lungo tempo di moda negli Stati Uniti (anche se principalmente come fenomeno underground o legato alla scena blues degli anni Sessanta) ed è tornata in voga negli anni Novanta anche grazie alla propaganda piuttosto esplicita da parte di famosi rapper e cantanti Hip hop che l’hanno celebrata in alcune loro canzoni. Un esempio su tutti è una delle prime canzoni del newyorkese Jay-Z – divenuto ora e marito di Beyoncé, nonché ricco imprenditore – dal titolo Big pimpin. Ma, al di là delle più o meno conosciute celebrazioni da parte dei cantanti rap, la Purple Drank è diventata tristemente nota a causa degli effetti negativi e talvolta mortali che essa produce.

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È, infatti, la morte di Dj Screw, avventua a Houston nel 2000 in seguito all’abuso di un mix di valium e codeina, a destare l’interesse della stampa internazionale e a stimolare la necessità di fare luce sui rischi generati dall’assunzione di questa sostanza. Il caso di Dj Screw non fu l’unico, altri rapper americani sono morti proprio in seguito all’assunzione di codeina: Pimp C., Big Moe e, nel 2013, il notissimo Lil Wayane fu ricoverato in fin di vita dopo aver abusato di Purple Drank. Naturalmente, i casi celebri sono solo la cima dell’iceberg. È nei quartieri popolari delle grandi città americane che questa esplosiva miscela di codeina e bevande gassate miete più vittime. Lo ‘sballo viola’ si sta diffondendo. E negli Stati Uniti gli American Addiction Centers dedicano dei focus sul fenomeno, invitando a non sottovalutarlo e a chiedere aiuto. “La codeina – ricordano gli esperti, è usata per trattare il dolore ed è un ingrediente degli sciroppi della tosse. Si tratta di un oppioide, e il suo uso spesso inizia con una prescrizione per un problema medico”.

Essendo meno regolato rispetto ad altri oppioidi considerati più pericolosi, come la morfina, arrivare all’abuso con la codeina è più semplice, spiegano gli esperti Usa. Gli effetti vanno da euforia ad apatia, sonnolenza, estremo rilassamento. Con un “alto rischio di sviluppare dipendenza: la codeina è considerata una via d’accesso ad altri oppiacei”. “Gli adolescenti – avverte Tonioni – non chiedono aiuto, a segnalarmi la diffusione di questa forma di sballo sono stati infatti i coetanei in terapia. La mia idea è che il gas delle bibite scelte per il mix rinforzi la velocità e la potenza di questa sostanza, come accade con i cocktail che abbinano bibite gassate e gin”. Per comprendere cosa c’è all’origine del successo del Purple Drank, lo psichiatra ricorda che “oggi il profilo cognitivo dei giovani che assumono droghe è cambiato: non è più teso alla ricerca del piacere, ma a manipolare i propri stati d’animo, magari anche in base a musiche e compagnie diverse. I ragazzi hanno una loro regia molto attiva, e il poliabuso risponde al bisogno di programmazione degli stati emotivi. Questo perché a far paura agli adolescenti oggi sono le emozioni, che non si possono controllare. Gli stati emotivi alterati in modo programmato sono surrogati di ciò che fa loro più paura, come ad esempio l’innamoramento”, conclude Tonioni. Il dramma del bere nei giovani sta aumentando giorno dopo giorno.

Secondo un recentissimo studio della Società italiana di alcologia, il 17% degli accessi in Pronto Soccorso a causa di intossicazione alcolica riguarda i giovanissimi, sotto i 14 anni, il cui organismo è ancora ‘impreparato’ a metabolizzare l’etanolo. Secondo i dati, che elaborano quelli contenuti nel rapporto annuale del Ministero della Salute sull’utilizzo di alcol, il 15% dei quindicenni non si tira indietro di fronte al binge drinking. Eppure proprio questo rappresenta la causa più frequente di accesso al pronto soccorso tra i giovanissimi, ovvero l’1% di coloro che hanno fra 13 e 15 anni e il 2% tra 16 e 17 anni. L’effetto principale dell’assunzione di quantità eccessive di alcol (più di 5-6 drink) in poco tempo può provocare infatti un’intossicazione acuta che, in alcuni casi, può portare a insufficienza respiratoria, coma etilico e morte.

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