“Houston abbiamo un problema” è l’iconica frase pronunciata da Jack Swigert dopo l’esplosione a bordo durante la missione dell’Apollo 13.
Nel nostro caso, dopo il primo Gran Premio della stagione a Melbourne, la potremmo comodamente parafrasare in un “Tombazis abbiamo un problema”.
Ed il problema è ben evidente a chiunque abbia un minimo di esperienza nel campo del Motorsport a ruote scoperte: la nuova direttiva tecnica in vigore nel Campionato del Mondo di Formula1 con particolare riferimento alle nuove motorizzazioni. A parlarne sono stati gli stessi piloti, alcuni senza nemmeno usare troppi giri di parole, in varie interviste durante il weekend australiano.
Primo fra tutti Max Verstappen, protagonista fra le altre cose di un botta e risposta con Stefano Domenicali, CEO della F1.
“Che si tratti di piloti o tifosi, vogliamo solo il meglio per questo sport. Non siamo critici solo per essere critici. Siamo critici per un motivo. Volevamo che fosse F1, una vera F1, non sotto steroidi. Oggi, ovviamente, ancora una volta, non è stato così.
Penso che ciò di cui dovrebbero preoccuparsi nella FIA siano le regole. Concentratevi solo su quelle. Loro si pongono domande e io esprimo la mia opinione su cosa vorrei vedere e cosa penso sia meglio per lo Sport, perché ci tengo. Amo le corse e voglio che siano migliori di così, giusto? Quindi vediamo cosa possiamo fare.”
Anche Charles Leclerc, monegasco della Scuderia, ha parlato di alcune problematiche allo start, con batterie scariche e pericolose discrepanze fra le velocità delle vetture.
“La partenza? È stata particolarmente frenetica perché i semafori si sono spenti molto velocemente, quindi credo che non ci fossero molti in griglia pronti, e nemmeno la Power Unit era pronta.
Oltre a ciò, abbiamo avuto diversi problemi con la batteria, ma quando ho parlato con gli altri, si è trattato di un problema generale, quindi non so cosa sia successo, ma tutte le nostre batterie erano completamente scariche.
Quindi, quando abbiamo iniziato la gara, è stato un po’ caotico con le auto e le differenze di velocità un po’ folli, ma è stato divertente”.
Probabilmente non si è così tanto divertito Franco Colapinto, che ha evitato la tragedia scansando all’ultimo istante la VCARB di Liam Lawson, praticamente fermo allo spegnimento dei semafori.
“Ho quasi avuto un incidente enorme con Liam perché è rimasto bloccato sulla griglia. Sono stato davvero fortunato a superare il primo giro.”
“Sono stato davvero molto fortunato. – ha poi proseguito l’argentino – Con queste nuove monoposto possono succedere cose del genere, ma il video dimostra che è stata una situazione molto pericolosa e piuttosto complicata.”
Chi invece non si lamenta è Mercedes, che mette a segno una doppietta staccando la Ferrari di Charles Leclerc di 15 secondi abbondanti, complice probabilmente la tollerata irregolarità del motore, a cui la FiA ha promesso di “porre rimedio” a Giugno (e di cui vi avevo parlato qui, qui, qui e qui).
La superiorità delle frecce argento è palese e facilmente rilevabile anche dai distacchi al traguardo: +15” Leclerc, +16” Hamilton, +52” Norris, +54” Verstappen e doppiati tutti gli altri, anche più volte. Risulta difficile credere che una tale supremazia nasca solo dalla corretta interpretazione dei regolamenti, ma vedremo cosa deciderà la Federazione in futuro.
Curiosa situazione al traguardo invece per Lance Stroll: il canadese chiude con un distacco pari a 15 giri dal leader della corsa, eguagliando dopo sessantuno anni il “record” di Moises Solana nel Gran Premio degli Stati Uniti del 1965.
ph. – La Gazzetta dello Sport