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I Paletti di Lara Magoni: La combinata femminile e il filo sottile tra coraggio e destino

| 10 Febbraio 2026 | SPORT

C’è un momento, nella combinata, in cui capisci che lo sci non perdona nemmeno quando scegli la prudenza. Sofia Goggia disegna traiettorie pulite, senza forzature, quasi a voler domare la pista più con la testa che con l’istinto. Ma la sua velocità, quella che di solito spaventa le avversarie, oggi non nasce. Nella seconda parte prova a cambiare marcia; nelle curve verso sinistra, però, l’appoggio sull’esterno resta incerto. Dopo lo Scarpadon, proprio lì, arriva la scivolata. Nessuna conseguenza fisica, per fortuna. Ma la gara di Italia 1 finisce in quell’istante, sospesa tra ciò che poteva essere e ciò che non è stato.

Eppure, nella stessa discesa, c’è l’altra faccia della medaglia azzurra. Laura Pirovano nella parte alta vola: primo intertempo da leader, linee coraggiose, sci che corre. Nella seconda metà perde qualche decimo da Breezy Johnson, ma chiude terza con una prova che profuma di consacrazione. È la dimostrazione che la pista si può interpretare, persino sorprendere.

La combinata femminile regala però un podio inatteso: l’Austria festeggia con Ariane Raedler e Katharina Huber, davanti alla Germania di Kira Weidle-Winkelmann ed Emma Aicher per appena cinque centesimi. Terze le americane Jacqueline Wiles e Paula Moltzan, che per sei centesimi beffano le più attese Johnson/Mikaela Shiffrin. Proprio Shiffrin, dopo aver vinto la sua discesa, paga nello slalom una pressione che si fa improvvisamente peso.

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Per l’Italia è una giornata di sliding doors. L’uscita di Martina Peterlini cancella il terzo posto costruito da Pirovano. Restano al traguardo Nicol Delago e Anna Trocker, decime a +1.28. Fuori anche Nadia Delago e Giada D’Antonio, con la giovane napoletana che inforca. La caduta di Goggia impedisce a Lara Della Mea di presentarsi al cancelletto dello slalom.

La combinata, più di ogni altra gara, racconta quanto lo sci sia un equilibrio fragile tra audacia e destino. Basta un appoggio che non tiene, una linea mezzo metro più larga, una pressione che si insinua sotto il casco. Per Goggia ora lo sguardo va al Super-G di giovedì, con la voglia di bissare una medaglia dopo il bronzo nella libera. Perché nello sci, come nella vita, la rivincita è sempre dietro la prossima porta di partenza.

TAG: CIO, CONI, Fisi, I Paletti di Lara Magoni, Lara Magoni, Olimpiadi Invernali, Olimpiadi Invernali Milano Cortina, Sofia Goggia
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