“Nicol Delago ha conquistato, a 30 anni, la sua prima vittoria in Coppa del Mondo: un traguardo straordinario che ha emozionato l’Italia intera e che merita solo applausi. È inconcepibile che questo successo sia stato oscurato da attacchi legati alla sua lingua madre, il ladino. Esprimo a Nicol la mia più sentita solidarietà, come donna, atleta e simbolo di una cultura preziosa e tutelata”.
Lo dichiara Lara Magoni, europarlamentare del gruppo ECR e già campionessa di sci alpino. “La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea difende la diversità linguistica. Colpire un’atleta per aver parlato in ladino significa non solo ignorare la legge, ma mancare di rispetto verso una minoranza riconosciuta e protetta – prosegue Magoni -. È un gesto che offende lo sport e i suoi valori. Sono certa che Nicol non abbia tempo da perdere nel leggere commenti insignificanti: la sua concentrazione, oggi, è tutta rivolta all’obiettivo olimpico. Per questi leoni da tastiera, invece, il vuoto delle parole è spesso lo specchio del vuoto delle proprie giornate. Chi attacca una campionessa per la sua lingua tradisce lo spirito dell’Europa e l’etica sportiva”.
A seguito della vittoria conseguita in Coppa del Mondo la sciatrice trentenne di Bressanone ha rilasciato un intervista a Rai Ladinia parlando in Ladino, lingua tradizionale retoromanza parlata nell’arco Dolomitico.
Tanto è bastato per scatenare gli hater sui social che si sono scagliati contro l’atleta avanzando richieste di lealtà monolingue e prendendosi gioco dell’idioma.
ph. Il Dolomiti