Il trend del 2023 sarà il “Third place”. Cos’é? Lo spiega bene il libro di Ray Oldenburg “The Great Good Place” del 1989, ma si tratta in sostanza di un terzo posto, o meglio posto terzo rispetto alla casa (il primo) e il lavoro o la scuola (il secondo). E per quest’anno tutti gli europei hanno voglia di trovare il proprio. Una necessità spinta anche dall’esaurirsi della pandemia da Covid-19, che ha cambiato la percezione del mondo da parte delle persone e in particolare della Generazione Z che vive la FOMO (fear of missing out, paura di restare esclusi) e il “Revenge Travel” (la voglia di viaggiare come riscatto dopo la pandemia) più dei Millennial e dei Baby Boomers.
Numeri e dati pubblicati nel Report di TLC Worldwide Italia dal titolo ‘Il trend 2023 sarà il third place’, ripreso dall’agenzia LaPresse, con un focus specifico sulla Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012), la generazione più numerosa della storia con “2,47 miliardi di persone, circa il 32% della popolazione mondiale”, spiega Francesca Moroni, Managing Director di TLC Worldwide Italia.
Il rapporto snocciola numeri sui desideri degli italiani e degli europei. Il tema del ‘viaggio’ post pandemia è affrontato anche per altre fasce anagrafiche e generazioni: il 68% degli europei nel 2023 vuole andare alla scoperta di posti dove non è mai stato e in Italia il 76% dei cittadini ha intenzione di viaggiare anche a costo di tagliare altre spese con il 65% che è disposto a non cambiare l’auto di famiglia pur di viaggiare.
“Definire quale sia la risposta esatta a questo bisogno di ‘thirdplace’ è estremamente difficile perché come dimostrano le ricerche universitarie stiamo parlando di un fenomeno che attraverserà più generazioni e più segmenti di popolazione – haaffermato Alessandro Centini, Ceo di TLC Worldwide Italia e Germania – potremmo dover parlare ad alcuni di benessere personale, ad altri di quello dato dall’esperienza culturale, ad altri ancora di sport, food o gaming”.
Ma nello specifico il ‘third place’ oltre a essere un posto in cui “vivere le proprie passioni che contribuiscono, viene declinato da diversi studi universitari citati dal report TLC Worldwide a dare una definizione dell’identità personale” con bar o caffè (spesso associati a nomi e brand di catene commerciali) seguiti da centri pubblici, chiese, i parchi e luoghi all’aperto dedicati allo sport. Non mancano però nemmeno quelli nelle altre dimensioni come per il gaming che “vive il trend del metaverso: lo psicologo NikYee ha evidenziato come i giochi online siano percepiti a loro volta come third place perché il 26% delle persone gioca con un partner a cui è legato sentimentalmente e il 19% con un famigliare”.
L’affermazione del third place sta già avendo effetti anche su settori specifici come il retail come le lavanderie di New York in cui sono stati installati anche flipper vintage e bar, o i negozi di materassi che ti fanno ordinare un caffè per riprendersi dopo un pisolino. Per non parlare dei marchi di abbigliamento che usano i propri spazi per organizzare corsi di yoga per creare un vero thirdplace.