Domenica di conversazioni telefoniche internazionali per il ministro russo della Difesa Serghej Shoigu: dopo aver parlato con i suoi omologhi turco Hulusi Akar e francese Sebastien Lecornu, ha parlato anche con il britannico Ben Wallace e con lo statunitense Lloyd Austin. In tutti i colloqui è stata affrontata la situazione in Ucraina, secondo quanto ha fatto sapere Mosca.
A tutti i suoi interlocutori, il ministro ha fatto presente le proprie preoccupazioni riguardo al possibile utilizzo, da parte di Kiev, della cosiddetta “bomba sporca”, definizione che indica un’arma radiologica. Pronta la smentita ucraina. “Se la Russia chiama e dice che l’Ucraina sta preparando qualcosa, significa una cosa: la Russia ha già preparato tutto questo. Credo che ora il mondo dovrebbe reagire il più duramente possibile”, ha scritto il presidente ucraino Zelensky sui social media.
“Un’accusa chiaramente falsa”: così la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, Adrienne Watson. Anche Ben Wallace ha “respinto” le accuse russe su una presunta possibile escalation nel conflitto da parte dell’Ucraina attraverso l’uso di “bombe sporche”.
Nuove restrizioni alle forniture di elettricità sono state introdotte oggi a seguito dei bombardamenti russi alle infrastrutture energetiche in quattro regioni dell’Ucraina. Si tratta della capitale Kiev, Chernihiv, Cherkasy e Zhytomyr. Il ministero della Difesa russo, intanto, ha annunciato oggi di aver distrutto un deposito nell’Ucraina centrale dove erano immagazzinate oltre 100.000 tonnellate di carburante per aerei.
Mattarella e Macron all’evento organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma. “Sfida è pace da dialogo non da armi” ha detto il presidente italiano. “La pace è possibile. Non lasciamo che sia catturata dal potere russo”, ha sottolineato il capo dello Stato francese.