Negli anticipi di campionato, la nona giornata è ricca di avvenimenti a cominciare dalla sfida pomeridiana di Reggio Emilia, che vede impegnati Sassuolo e Inter, quest’ultima galvanizzata dall’importante vittoria in Champions, contro il Barcellona. A San Siro, il Milan, ospita la Juventus, in una gara che per i rossoneri e altrettanto per i bianconeri, vale la corsa al vertice, dove Napoli e Atalanta si contendono il primato appaiate a punteggio pieno. Bologna e Sampdoria, si affrontano al Renato Dall’Ara, in una sfida che per per i blucerchiati, segna il nuovo corso, Dejan Stankovich, all’esordio nella panchina blucerchiata e per i felsinei, un cammino sempre più orientato verso la salvezza. Una curiosità, che riguarda la storia del calcio italiano scritta da due importanti giocatori, che qualche decennio fà, indossarono la maglia dell’Inter del Triplete e che si sono incontrati sotto i riflettori del Renato Dall’Ara, da allenatori, da avversari e da ex giocatori, entrati nella storia del calcio italiano: Dejan Stankovich, alla sua prima uscita da allenatore della Sampdoria e Thiago Motta, allenatore del Bologna che ha sostituito Sinisa Michailovich, altro ex di lusso, dalla sesta giornata.
Lontano, dai riflettori di San Siro, l’Inter affronta la delicata trasferta del Maipei Stadium ospite del Sassuolo, con Dzeko schierato al centro dell’attacco dal primo minuto. Sassuolo, volenteroso e altrettanto fervido nell’iniziare la manovra offensiva con Ceide, molto ansioso di sorprendere il portiere nerazzurro Onana, la vera grande scommessa tra i pali dell’Inter. Inter che riparte e porta palla nei sedici metri avversari, dove Lautaro Martinez, spreca e per farsi perdonare partecipa ad una manovra offensiva che mette in moto Dumfries al 44′ che su calcio d’angolo serve un pallone in area a Dzeko che di collo destro porta l’Inter in vantaggio. Nella ripresa, Sassuolo che cerca di pareggiare ma nelle retrovie nerazzurre, cercano in ogni modo di metterci quantomeno una pezza. Si sà, la difesa dell’Inter e tra le peggiori del campionato a conferma del fatto che il Sassuolo trova il pareggio con Frattesi, al 60, dopo un gran lavoro di Rogerio sulla fascia sinistra, Frattesi con il piatto destro pareggia i conti. L’Inter reagisce con Chalanoglu, Lautaro Martinez e il portiere neorverde Consigli, va oltre le sue possibilità. Al 75′, Mkhitaryan, crossa in area e Dzeko, regala la speranza all’Inter con una bella incornata di testa, che supera consigli e porta i nerazzurri ad un importante vittoria, restando sulla scia della vetta, seppur lontana otto punti.
A Milano, gran sipario per una sfida, quella tra Milan e Juventus, che potrebbe significare tutto o niente. Rossoneri, vivaci e poco lucidi nei primi minuti di gioco, quando come un orda barbarica cercano di assediare la Juventus nei propri sedici metri. Juventus che cerca di alzare il baricentro del gioco, ma non riesce nell’intento, in quanto il diavolo, macina gioco, chilometri e tante occasioni, con Leao e Diaz-De Kaetelaere, sta ancora imparando lezioni di tattica offensiva – il portoghese Leao, appunto è il migliore in campo, con tre pali colpiti e una mole di gioco staordinariamente degna della scuola carioca. Juventus ancora in balia del Milan e nel buio totale, degna di un sequel di Twin Peaks. Così al 41′, la roccaforte Juventus cade con il vantaggio rossonero ad opera di Tomori, sugli sviluppi di un corner. Nella ripresa, la musica non cambia, Milan sempre in crescendo, Juventus povera di idee e di gioco, blanda a centrocampo e poco incisiva sulle corsie laterali. Sarà il caso di dire che Vlahovic e Milik, si pestano i piedi e che non c’è comunicazione tra la mediana e l’attacco. Il Milan, è un esempio lampante di quella sincronia di gioco che porta Diaz al goal, che come un puma, artiglia un pallone a Vlahovic, supera Bonucci e di destro piega le mani a Sczczesny. Tutto questo al minuto 54′. La Juventus si spegne scivolando oltre la Conference League, con
sette squadre davanti e un bel problema di gioco e di identità di squadra.
Al Renato Dall’Ara sembra una semplice gara dove chi rischia di più sono gli ospiti della Sampdoria, non che i padroni di casa stiano navigando nell’oro, ma i rispettivi allenatori, sanno che dovranno dare il meglio, come ai tempi della loro Inter, quando a guidarli c’era josè Mourinho. Dejan Stankovich, esordisce sulla panchina della Sampdoria, ultima in classifica e si ritrova davanti il Bologna di Thiago Motta, suo ex compagno di squadra, alla guida di un Bologna con sette punti in campionato e distante solo quattro dalla zona retrocessione. Gara che termina con un pareggio e con poche emozioni, i felsinei, si portano in vantaggio con Dominguez al 32′, mentre i doriani pareggiano al 72′ con Djuricic. Primno punto, per la Sampdoria targata Stankovich e punto prezioso in chiave salvezza per il Bologna di Thiago Motta, che ava ad abbracciare il suo ex compagno di squadra a fine gara.
Nelle sfide domenicali, il Torino ospita l’Empoli in una gara che vede subito gli ospiti alla ricerca del guizzo e dei tre preziosi punti salvezza. Torino padrone del campo e molto pericoloso in fase offensiva, quando Vlasic, da sinistra prova a scardinare le retrovia toscane. Sanabria ci riprova ma il portiere empolese Vicario è in giornata tipo e quindi per il toro, nulla da fare se non il fatto che la squadra di Juric, ha creato una consistente mole di gioco senza capitalizzare il match. Al 49′,Empoli in vantaggio con una splendida rovesciata di Destro, servito da Ebuhei. Torino che non si arrende e continua a macinare gioco con Vlasic e Sanabria, neutralizzati da un eccezionale Vicario. Al 90′, l’empolese Luperto regala un occasione al granata Lukic che pareggia i conti approfittando della corta respinta del difensore empolese. Uno a Uno e tutti alle docce.
A Udine, sfida al vertice tra Udinese e Atalanta. Padroni di casa euforici e pericolosi, nei primi minuti di gioco , Atalanta molto disinvolta nel disimpegno difensivo e pronta a ripartire con il giocatore del momento: Lookman. Al 36′ minuto di gioco, Muriel confeziona un assist per Lookman cha da pochi metri, batte Silvestri. Nella ripresa, lo stesso Louis Muriel, raddoppia su calcio di rigore al minuto 56 e per i friulani non sarà una gara facile. Al 67′ Deloufeu, riapre la partita, con una punizione a fil di palo, l’Udinese, ci crede e trova il pareggio al 78′ con Perez, servito a dovere da Pereyra. Due a Due, con una classifica che vede ancora entrambi le formazioni ancorate alla vetta e seguite da un Milan che si è riportato ad una sola lunghezza dal secondo posto.
Allo stadio Brianzolo, Monza batte Spezia per due reti a zero. Seconda vittoria consecutiva per il Monza targato Palladino, grazie alle reti di Carlos Augusto al 32′ e Pablo Mari al 63′ , sugli sviluppi di un corner battuto da Barberis, per i liguri solo qualche occasione con Maldini , per il resto il Monza, potrebbe andare oltre le aspettative riguardanti la salvezza.
Salernitana batte Verona per due reti a uno. Allo stadio Arechi, i campani si impongono sui veneti, grazie alle reti di Piatek al 18′, che chiude la prima frazione di gioco sul parziale di uno a zero in una gara sommariamente scialba e povera di occasioni. Nella ripresa il Verona riesce a trovare il pari con Depaoli al 56′, ma si tratta di un pareggio temporaneo, perchè nel finale incandescente Dia al minuto 94, riporta la Salernitana in vantaggio, grazie ad un pallone ricevuto da Botheim . Al minuto 98, due espulsioni riguardanti Ceccherini, Verona e Radovanociv , Salernitana.
Allo stadio Giovanni Zini di Cremona, la Cremonese ospita il Napoli in un match dove non c’è storia e dove il tasso tecnico del Napoli di Spalletti è di gran lunga superiore a quello di una Cremonese generosa, reattiva e per nulla scoraggiata quando più volte sfiora il vantaggio. Ad onor di cronaca, Napoli in vantaggio con Politano su rigore al 26′ e nella ripresa Dessers agguanta il pari al 46′. Cremonese ardita in questa fase di gioco, ma che cede di schianto con il vantaggio di Simeone al 76′, grazie anche ad un Napoli devastante nei sedici metri finali, quando al 93′ Lozano sigla il terzo goal e al 95′ Olivera segna il quarto goal. Napoli solitario al comando della classifica, dove grazie al pareggio tra Udinese e Atalanta i partenopei iniziano le prove tecniche di fuga.
La Roma all’Olimpico vince sul Lecce per due a uno in una gara decisa da un calcio di rigore trasformato da Dybala, che si è nuovamente infortunato dopo la marcatura ed è stato sostituito. Per la cronaca, Roma in vantaggio con Smalling al 6′ minuto, con un incornata su cross di Pellegrini. Strefezza al 39′ pareggio sfruttando il rimpallo di un corner e ci pensa Dybal al 48′ su rigore, a portare la Roma a meno quattro dalla vetta. Per il Lecce sconfitta che piazza la squadra a due lunghezze dalla zona retrocessione. Roma sofferente e blanda, Lecce con la certezza di avere in organico un giocatore di nome Strefezza.