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L’Ad di Eni Claudio Descalzi: “Il gas russo è fondamentale”

| 4 Ottobre 2022 | ECONOMIA

“In Italia il gas c’è” e “si capisce dal fatto che all’hub italiano il prezzo è a 140/150 euro/Mwh, mentre al Ttf è a 190/200 euro/Mwh, c’è una differenza. Questo è dovuto al fatto che in Italia l’offerta supera la domanda e anche gli stoccaggi sono pieni. Questi metri cubi in più che stiamo portando tuttavia stanno andando verso i mercati più attraenti e questoè un problema che dobbiamo risolvere”.

E’ quanto dice l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi a margine della consegna degli Eni Award. E a chi gli chiede in che modo, l’ad risponde: “Intanto stoccando ancora di più fino al 100% e sarebbe un’ottima soluzione in modo tale che il nostro sforzo non diventi uno sforzo di solidarietà”.

In riferimento allo stop del gas russo in arrivo a Tarvisio attraverso l’Austria, Descalzi spera poi che “entro la settimana questo problema possa essere risolto” .”Il problema – ha spiegato – non è di ordine geopolitico ma è dovuto al fatto che per il gas portato si dovrebbe dare una garanzia in funzione del passaggio di questo gas al trasportatore che porta il gas dall’Austria all’Italia”.

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“Diventa difficile pensare – ha osservato l’ad di Eni – che una società che vuole pagare in rubli possa mettere delle garanzie in euro per il passaggio. Noi stiamo vedendo come e se è possibile subentrare o al trasportatore o a Gazprom. Si parla di 20 milioni di euro di garanzie su miliardi di euro che passano quindi adesso vediamo se riusciamo a subentrare e facciamo questo sforzo. Ovviamente il gas è già in Austria in questo momento e non è nelle mani di Gazprom in Austria o in Germania. Sto facendo fare un’analisi di compliance ed entro questa settimana spero che questo problema possa essere risolto”.

Per quanto riguarda il prossimo inverno, l’ad di Eni ha poi osservato che “noi abbiamo fatto tutto il possibile per essere in una posizione positiva ma siamo in una interconnessione globale quindi ci sono variabili di sistema che non sono sotto controllo”.

“Il contributo addizionale del gas russo, che speriamo ritorni, è fondamentale: 20 milioni di mc al giorno sono il 9-10% del suypply che arriva in Italia. Ma ci sono tante variabili. Ecco perché un sistema energetico deve essere  in ridondanza non solo nel supply ma anche nelle infrastrutture perché possono esserci delle interruzioni per fatti tecnici non necessariamente geopolitici”.

Per Descalzi, inoltre, sarebbe importante anche la realizzazione di un altro rigassificatore. “Il gas ci accompagnerà ancora e quindi è necessaria  una ridondanza di installazioni. La Spagna ad esempio consuma 30 miliardi di mc e ha rigassificatori, pipe per 65-70 miliardi. Noi ne consumiamo 75 miliardi e abbiamo una rigassificazione per 17 miliardi di mc. Un terzo rigassificatore entrerebbe in quella ridondanza di infrastrutture che fa tenere i prezzi più bassi perché in un mercato libero, l’offerta deve superare la domanda per tenere i prezzi bassi e il nostro sforzo e’ quello ma poi bisogna avere elementi di ricezione”.

TAG: Claudio Descalzi, Eni, Gas, russia, UE
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