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Arera evita raddoppio prezzi: a ottobre +59% costo luce

| 30 Settembre 2022 | ECONOMIA

Le ore di luce si accorciano, le bollette dell’elettricità salgono. Una “variazione estremamente rilevante per i consumatori” è attesa per i prossimi mesi, avverte Stefano Besseghini, presidente di Arera. E proprio l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente oggi – 29 settembre – ha comunicato le nuove tariffe per il prezzo dell’elettricità sul mercato tutelato. A novembre verranno invece annunciate le variazioni sul costo del gas. Anche queste, senza interventi mirati, andranno verso il rialzo.

Con un intervento straordinario, “ritenuto necessario per le condizioni di eccezionale gravità della situazione”, l’Arera “limita l’aumento dei prezzi dell’energia elettrica per le famiglie ancora in tutela e, pur rimanendo su livelli molto alti, evita il raddoppio. L’intervento eccezionale dell’Autorità per il quarto trimestre del 2022, che si somma agli interventi del Governo, pur non essendo in grado di limitare gli aumenti, ha ridotto al +59% l’aumento del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo in tutela”.

Arera afferma che “i prezzi all’ingrosso del gas, giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi, avrebbero portato a un incremento del 100% circa” dell’elettricità, “nonostante l’intervento del governo con il decreto Aiuti bis. L’Autorità, per limitare ulteriormente gli aumenti dei prezzi su famiglie e imprese, ha deciso di posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati”.

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L’Arera, come previsto dal decreto Aiuti Bis, ha confermato anche il potenziamento dei bonus sociali elettricità e gas che, per il quarto trimestre consecutivo, “consentiranno alle famiglie ammesse a questo strumento di protezione di compensare in misura significativa gli effetti degli aumenti, anche grazie al contenimento dell’aumento nel settore elettrico reso possibile dall’intervento straordinario deciso dall’Autorità”.

Come previsto, sottolinea l’Autorità, “sono confermate beneficiare di tali bonus sociali le famiglie con un livello di Isee fino a 12.000 euro (soglia che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose). I bonus sono erogati direttamente in bolletta a tutte le famiglie aventi diritto, a condizione che abbiano un Isee valido ed entro la soglia indicata, nell’anno 2022”.

“Viste le criticità del momento”, l’Arera ha inviato oggi una segnalazione a governo e Parlamento chiedendo di posticipare la fine della tutela elettrica per le microimprese (prevista per il prossimo primo gennaio) e di conseguenza anche quella per i clienti domestici”. “L’eccezionalità della situazione” spiega il presidente dell’Autorità Stefano Besseghini “ha meritato un intervento altrettanto eccezionale”, un raddoppio delle bollette “avrebbe potuto spingere all’aumento della morosità delle famiglie e del sistema energetico”.

Stefano Besseghini, Presidente Arera, intervistato su Sky TG24, ha detto che “con l’intervento quello che si è evitato in questa fase è l’impatto di quel picco che si è registrato in agosto, che ha portato il gas oltre i 300 megawattora”.

Il premier Mario Draghi ha detto che “davanti alle minacce comuni dei nostri tempi, non possiamo dividerci a seconda dello spazio nei nostri bilanci nazionali. Nei prossimi Consigli Europei dobbiamo mostrarci compatti, determinati, solidali. La crisi energetica richiede da parte dell’Europa una risposta che permetta di ridurre i costi per famiglie e imprese, di limitare i guadagni eccezionali fatti da produttori e importatori, di evitare pericolose e ingiustificate distorsioni del mercato interno e di tenere ancora una volta unita l’Europa di fronte all’emergenza”.

Le novità in arrivo non riguardano soltanto il prezzo dell’energia, ma anche le modalità di pagamento delle bollette da parte dei cittadini. Quelle della luce per il momento resteranno trimestrali, mentre quelle del gas – sul mercato tutelato, che interessa una platea di oltre 7 milioni di italiani – dovrebbero diventare mensili. Il ragionamento è questo: più si avvicinano le scadenze, più i cittadini si rendono conto di quanto spendono e si evitano così stangate sui bilanci familiari.

Secondo i calcoli di Facile.it, i rincari sul gas saranno ancora più forti di quelli sulla luce e potrebbero raggiungere il 120%. Si tratterebbe – per una famiglia ‘tipo’ – di una spesa di 317 euro al mese (circa 173 euro in più rispetto ad adesso). La grande novità già annunciata negli scorsi mesi è che Arera andrà a calcolare il costo dell’energia prendendo a parametro la media mensile dei prezzi sul mercato italiano (Psv) e non più su quello di Amsterdam, il Ttf.

Il nuovo governo che si insedierà a Palazzo Chigi dovrà quindi subito fronteggiare l’emergenza caro-energia, sulla scia di quanto fatto nel corso dell’anno dall’esecutivo di Mario Draghi. Si pensa a un intervento da 20 miliardi di euro prima della Legge di Bilancio, utilizzando i fondi relativi al periodo 2014-2020 non ancora spesi.

Al di là degli interventi statali, arrivano nel frattempo proposte strutturali e a lungo termine su come abbassare i prezzi del gas: si guarda ancora una volta a un programma di investimenti in fonti rinnovabili e accumulabili. “Non possiamo tergiversare ulteriormente”, ha sottolineato l’amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, durante l’Italian energy summit.

“Se già oggi il prezzo dell’energia elettrica fosse dipendente solo dal costo industriale delle fonti rinnovabili e non, come oggi accade, ancorato al costo della produzione a gas, il prezzo di riferimento della componente energia della bolletta dell’ultimo trimestre sarebbe inferiore di quasi il 90%”, ha detto Donnarumma.

Un altro fronte su cui si lavora è quello delle scorte di gas, nel tentativo di tagliare la dipendenza dalla Russia ed evitare un inverno al freddo. L’Italia non è messa male: le cifre ufficiali sottolineano come sia stato raggiunto l’obiettivo del 90% degli stoccaggi pieni, in anticipo rispetto alla scadenza di fine autunno. Ma il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani (in foto) alza l’asticella e punta a raggiungere “il 92-93% di riempimento”.

Con questa percentuale, spiega Cingolani, si garantirebbe “maggior flessibilità in caso di picchi sui consumi invernali”. Per il futuro serviranno invece i rigassificatori, in cui trasformare il gas naturale liquefatto che ci arriverà da vari Paesi di Africa, Asia e Medio Oriente. Lo ha ribadito l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

Gli occhi sono puntati sempre su Piombino, dove dovrebbe arrivare un nuobo rigassificatore. L’amministrazione della città toscana continua a opporsi al progetto, ma l’ad di Snam, Stefano Venier, si dice ottimista che il via libera arriverà entro il prossimo 30 ottobre.

TAG: Arera, caro bollette, elettricità
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