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Mutuo casa: la situazione in Italia

| 25 Settembre 2022 | ECONOMIA

Con la corsa dei tassi ufficiali fissati dalle Banche centrali, che dalla Fed alla Bce si stanno rincorrendo a suon di strette monetarie, il mercato dei mutui si sta adeguando, rialzando in modo diffuso il costo delle rate. Qual è la situazione in Italia?

Mutui Online per Repubblica ha elaborato una mappa per comprendere maggiormente quali sono i valori medi di finanziamento, per quanto tempo e su quali immobili vengono riportati. Emergono differenze significative di importo medio richiesto tra le regioni del Nord, Centro e Sud. In particolare, sul podio degli importi più alti c’è il Trentino Alto-Adige, con 189.412 euro medi nel 2022, la Lombardia con 155.104 euro (tirata su da Milano), e il Lazio con 153.199 euro (trainato invece da Roma).

Una storia diversa invece per le regioni del Sud: tra gli importi richiesti più bassi si segnalano il Molise con 102.256 euro e la Calabria con 109.320 euro. “Interessante come a questa differenza netta di importi non corrisponda una differenza significativa né di loan to value né di durata”, sottolinea a Repubblica Nicoletta Papucci di MutuiOnline.it.

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Il dato del loan to value è particolarmente interessante, perché ci dice molto sia sul valore dell’immobile acquistato che sul mutuo: più alta è la sua percentuale, più il mutuo è considerato rischioso, perché difficilmente ripagabile. Tra le percentuali più alte si segnalano quelle di tre regioni del Sud, come Calabria, Sicilia e Sardegna, e del Friuli Venezia-Giulia, unica regione del Nord ad avere una percentuale superiore al 70%.

Valore importante anche la durata, che mediamente può arrivare dai 5 ai 40 anni, anche se mediamente non supera quasi mai i 30 anni. In questa circostanza i valori più bassi si registrano per regioni come Basilicata e Calabria, che si attestano tra 20,9 anni e 21,2 anni, mentre il valore più alto è quello della Valle d’Aosta, vicino ai 25 anni.

In cima alla classifica, con 174 mila euro circa richiesti, c’è il Trentino Alto-Adige, seguito questa volta dal Lazio e quindi dalla Lombardia. “E’ abbastanza stabile anche il delta tra gli importi richiesti e quelli erogati, che va dal 91% di Liguria, Lazio e Molise a oltre il 100% di Trentino, Valle d’Aosta, Marche, Umbria e Calabria”, evidenzia sempre Papucci.

In questo senso l’Italia è al top in Europa per le condizioni dei tassi dei mutui variabili, ma si colloca agli ultimi posti per quelli fissi. Come evidenziano Mutui.it e Facile.it., infatti, nessuno tra i Paesi analizzati offre un tasso iniziale migliore di quello italiano, dove partono da 1,32%: in Portogallo sono a 1,87%, 2% in Svizzera, 2,34% nel Regno Unito.

Discorso diverso per quanto riguarda i fissi, registrati in Italia a partire dal 2,89%: solo Grecia e Germania hanno indici più alti che partono, rispettivamente, da 3,20% e 3,12%. Valori nettamente migliori per Spagna e Portogallo, dove i TAN rilevati partono, rispettivamente, da 2% e 2,10%. In Francia i TAN fissi partono da 1,80%.

TAG: Banche, Casa, mutui, Mutuo casa
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