Duro scambio di accuse tra Anthony Blinken e Serghei Lavrov durante il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il segretario di Stato americano ha attaccato: “Inaccettabile la minaccia nucleare e il tentativo di destabilizzare l’equilibrio mondiale”.
La replica del ministro degli esteri russo: “L’Occidente è parte del conflitto, Usa ed Ue incitano Kiev a combattere e chiudono un occhio sui suoi crimini”. Poche ore prima, il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev aveva alzato ulteriormente i toni dicendo che Mosca è pronta a usare “qualsiasi arma, comprese quelle nucleari” per difendere i territori che verranno annessi tramite i referendum.
Intanto cresce il dissenso della comunità internazionale per il discorso con cui Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale richiamando 300mila riservisti: la Turchia si allinea alle posizioni di ferma condanna e anche la Cina interviene per invocare il dialogo.
Ancora più dura la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen: “Pronti a nuove sanzioni”. Ma i problemi per il capo del Cremlino sono anche sul fronte interno: i voli in partenza da Mosca sono esauriti in poche ore e nel Paese infuria la protesta con gli arresti di oltre mille persone.