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Incontro presidenti Confindustrie Nord e assessori allo Sviluppo Economico

| 31 Agosto 2022 | ECONOMIA

Gli extra costi dell’emergenza energetica per il tessuto produttivo del Nord Italia potrebbero arrivare a circa 40 miliardi di euro. “L’impatto è devastante con il rischio di deindustrializzazione e minaccia alla sicurezza nazionale”: questo l’allarme dei presidenti delle Confindustrie di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, Annalisa Sassi, Francesco Buzzella, Marco Gay e Enrico Carraro, che hanno incontrato gli assessori allo Sviluppo Economico delle quattro regioni Vincenzo Colla, Guido Guidesi, Andrea Tronzano e Roberto Marcato. “Il tempo è ampiamente scaduto e una decisione in sede Ue non è più differibile” affermano.

I presidenti delle Confindustrie del Nord hanno spiegato che dal 2019 al 2022 il totale dei costi di elettricità e gas sostenuti dal settore industriale delle quattro regioni ammontava a circa 4,5 miliardi di euro. Nel 2022 invece gli extra costi raggiungeranno, nell’ipotesi più ottimistica rispetto all’andamento del prezzo, una quota pari a circa 36 miliardi di euro che potrebbe essere addirittura superiore ai 41 miliardi nello scenario di prezzo peggiore. Sassi, Buzzella, Gay e Carraro hanno sottolineato che “le imprese non possono attendere un giorno di più quelle misure necessarie a calmierare i prezzi di gas ed energia elettrica”.

Le Confindustrie di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno apprezzato “la sensibilità e l’attenzione delle Regioni, che si sono trovate concordi sulla gravità dell’emergenza e l’insostenibilità della situazione, e al fine di evitare drammatiche ricadute economiche e sociali invitano tutte le forze politiche, anche in questa fase di campagna elettorale, a sostenere con decisione l’impegno del Governo in carica nella difficile trattativa con gli altri Paesi a livello europeo per l’introduzione di un tetto al prezzo del gas”.

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In linea con l’appello del presidente nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi, le associazioni del Nord sottolineano che la situazione ha “caratteri di straordinarietà e urgenza indifferibile, perché è impossibile mantenere la produzione con un tale differenziale di costo rispetto ad altri paesi (Ue e extra Ue) nostri competitor, con l’effetto di colpire non solo le imprese esportatrici dirette, ma anche tutta la filiera produttiva, con un effetto pesantemente negativo sulle piccole e medie imprese intermedie nella filiera. Ulteriore effetto è l’annullamento del rilancio economico post pandemia, in particolare nelle ricadute sui territori che vedono un’erosione drammatica di competitività rispetto ad altri Paesi limitrofi. È chiaro ormai che ogni risorsa deve essere destinata prioritariamente a questa emergenza”.

TAG: Confindustrie, energia, industria
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