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Colpo alla mafia: arrestati 18 persone a Palermo

| 6 Luglio 2022 | CRONACA

A Palermo i carabinieri hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla Dda, nei confronti di 18 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga, estorsioni e rapine aggravate dal metodo mafioso.

L’operazione è scattata al termine di una inchiesta sul mandamento mafioso di Palermo-Porta Nuova. Le indagini hanno delineato l’organigramma del mandamento e individuato il reggente del clan. Si tratta di Giuseppe Incontera (tra i fermati c’è il figlio Salvatore e il consuocero Giuseppe Di Giovanni), ucciso giovedì scorso da un killer che, ieri, si è costituito ai carabinieri.

Inoltre, l’inchiesta ha fatto luce anche sui gregari delle famiglie mafiose di Porta Nuova e Palermo Centro che fanno parte dello storico mandamento di Porta Nuova e ha ricostruito le attività di un’articolata associazione che trafficava hashish, marijuana, cocaina, eroina e crack gestita, in tutta la sua filiera (dalle fasi di approvvigionamento all’ingrosso, allo spaccio al minuto sul territorio) dai vertici del mandamento mafioso, per alimentarne le casse.

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Sono stati, infatti, fermati, i capi di sei piazze di spaccio, localizzate in alcuni storici quartieri del centro- il Capo, la Vucciria, Ballarò e la Zisa- ritenuti organici a Cosa nostra. Sono stati ricostruite, infine, due estorsioni e cinque tentativi di estorsione a imprenditori e commercianti del centro cittadino. L’organizzazione avrebbe commesso anche due rapine per rimpinguare le casse della cosca.

Stavano per fuggire alcuni degli indagati finiti in manette: è questo il motivo per cui la Procura ha disposto i fermo di 18 tra capi e gregari del mandamento di Porta Nuova.

Il provvedimento è stato emesso in via d’urgenza anche perché recentemente, nel territorio controllato dalla cosca, sono stati commessi gravi fatti di sangue. L’ultimo giovedì, quando è stato assassinato, per strada, in pieno giorno, Giuseppe Incontrera, ritenuto dagli inquirenti reggente del mandamento.

Per gli investigatori l’omicidio “avrebbe potuto aumentare il rischio della commissione di altri delitti” e spingere alcuni affiliati a fuggire per evitare ritorsioni. C’era dunque il rischio di una guerra all’interno del clan.

TAG: Mafia, palermo
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