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Il G7 unito contro la Russia, restano le divergenze sul gas

| 27 Giugno 2022 | EUROPA

“Dobbiamo eliminare per sempre la nostra dipendenza dalla Russia”. A dirlo è stato il premier italiano Mario Draghi al G7 che si è aperto in Germania. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, al suo primo vertice, ha accolto i grandi della terra nel cuore delle Alpi bavaresi, al castello di Elmau, lo stesso in cui Angela Merkel ospitò Barack Obama 7 anni fa. Il vertice è incentrato sulla guerra in Ucraina e sugli effetti dello shock energetico causato dai tagli del gas russo.

Le discussioni vertono principalmente su come arginare i prezzi dell’energia, con gli europei reduci dal vertice di Bruxelles – e il rinvio sul price cap – e Joe Biden che spinge sulla proposta del tetto al prezzo del petrolio. “Continueremo a fornire sostegno finanziario, umanitario, militare e diplomatico e a stare al fianco dell’Ucraina fino a quando sarà necessario”, si legge nella bozza del comunicato del G7 riportata da Bloomberg.

I leader, si legge ancora, stanno valutando la possibilità di utilizzare i proventi dei dazi sulle importazioni dalla Russia per sostenere Kiev. Ma se dai leader riuniti al summit è arrivato un forte messaggio di unità contro la Russia, su gas e petrolio restano le divergenze. Questa mattina, intanto, è atteso l’intervento di Volodymyr Zelensky, che si collegherà in video su invito del cancelliere.

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Alla prima sessione di lavoro del summit è intervenuto anche il premier italiano Mario Draghi. “Anche quando i prezzi dell’energia scenderanno, non è pensabile tornare ad avere la stessa dipendenza dalla Russia che avevamo. Dobbiamo eliminare per sempre la nostra dipendenza dalla Russia”, ha detto.

“Mettere un tetto al prezzo dei combustibili fossili importati dalla Russia ha un obiettivo geopolitico oltre che economico e sociale. Dobbiamo ridurre i nostri finanziamenti alla Russia. E dobbiamo eliminare una delle principali cause dell’inflazione”, ha aggiunto.

Il premier ha anche sottolineato: “Dobbiamo evitare gli errori commessi dopo la crisi del 2008: la crisi energetica non deve produrre un ritorno del populismo. Abbiamo gli strumenti per farlo: dobbiamo mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, compensare le famiglie e le imprese in difficoltà, tassare le aziende che fanno profitti straordinari”.

Secondo Draghi, “nella situazione attuale ci sono delle esigenze a breve termine che richiederanno investimenti ampi nelle infrastrutture per il gas per i Paesi in via di sviluppo e non solo”, ma “dovremo assicurarci che possano essere poi convertite all’uso dell’idrogeno, un modo per conciliare le esigenze a breve con quelle a lungo termine”.

Inoltre, il premier ha sottolineato che “dobbiamo accelerare i nostri sforzi sul fronte della sicurezza alimentare. È essenziale sbloccare il grano in Ucraina molto prima di metà settembre, quando arriverà il nuovo raccolto. Dobbiamo dare tutto il nostro sostegno alle Nazioni Unite, perché possa procedere più velocemente nel suo lavoro di mediazione”.

In Germania c’è anche Joe Biden, arrivato nella serata di sabato. Il presidente Usa è sbarcato in Europa con l’obiettivo di arginare sempre di più la Russia, con eventuali nuove sanzioni. In mattinata ha avuto un bilaterale con Scholz, poi ha partecipato a un pranzo di lavoro con i leader del G7 sull’economia globale. Biden ha definito un atto di “barbarie” i bombardamenti russi su Kiev.

“Noi dobbiamo restare insieme”, Putin “spera che qualcuno nel G7 e nella Nato si divida, ma non è affatto accaduto e non accadrà”, ha detto Biden a Scholz, che ha replicato: “Noi siamo uniti, stiamo insieme. Questo è il nostro chiaro messaggio a Putin”. Presenti al summit anche il premier britannico Boris Johnson e il presidente francese Emmanuel Macron, che – riferisce Downing Street – vedono una possibilità di “invertire il corso” della guerra dopo l’incontro bilaterale.

Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha invece detto che “le azione della Russia hanno messo il mondo a rischio, dal primo giorno abbiamo mostrato unità nel sostenere Kiev e sanzionare Mosca. L’Ucraina ha bisogno di più aiuti militari, più aiuti finanziari e lo faremo. Noi puntiamo molto sul coordinamento delle sanzioni e sull’implementazione che deve essere il prossimo step”.

C’è ancora divisione sul price cap per il petrolio proposto dagli Usa. Parigi si dice favorevole a “un prezzo massimo al petrolio che venga da tutti i Paesi produttori”. Ma Michel ha commentato che si deve “colpire la Russia e non le nostre economie”. La questione sarà “discussa nel dettaglio dagli sherpa”, ha spiegato una fonte Usa. Gli sherpa tedeschi, comunque, assicurano che i grandi della Terra non sono mai stati più uniti di adesso.

Intanto, il governo britannico ha annunciato che quattro Paesi del G7 vieteranno le esportazioni russe di oro: si tratta di un nuovo tentativo di impedire agli oligarchi di acquistare il metallo prezioso per evitare l’impatto delle sanzioni imposte contro Mosca. L’iniziativa congiunta – presa da Regno Unito, Canada, Giappone e Stati Uniti – “colpirà direttamente gli oligarchi russi e colpirà il cuore della macchina da guerra del (presidente Vladimir) Putin”, ha affermato il primo ministro britannico Johnson. In un tweet Biden ha confermato che i leader del G7 annunceranno di voler bandire l’importazione dell’oro russo. È una misura inedita, che colpisce la seconda fonte di reddito da export di Mosca, dopo quella energetica.

Biden e Scholz hanno discusso anche “delle sfide poste dalla Cina” e hanno ribadito la necessità di “colmare il divario nelle infrastrutture a livello globale”. A proposito di infrastrutture, nel pomeriggio Biden ha annunciato il lancio della partnership globale, un’iniziativa nata un anno fa al vertice del G7 in Cornovaglia per offrire un’alternativa alla Via della Seta cinese ai Paesi a medio e basso reddito, soprattutto nell’area dell’Indo-pacifico. Ha spiegato che gli Usa e gli altri Paesi del G7 stanzieranno 600 miliardi di dollari da qui al 2027 per investimenti nelle infrastrutture nel mondo. Alla cifra totale gli Usa contribuiranno con 200 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni.

La Partnership for Global Infrastructure and Investment “fornirà progetti rivoluzionari per colmare il divario infrastrutturale nei Paesi in via di sviluppo, rafforzare l’economia globale e le catene di approvvigionamento e far progredire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, ha detto Biden. “Bisogna sviluppare tecnologie sicure in modo che le nostre informazioni online non vengano utilizzate dagli autocrati”, ha aggiunto. E ancora: “Quando le democrazie si uniscono, non c’è nulla che non possano realizzare. Questo piano non è carità. È un investimento che avrà un ritorno per gli americani e per tutti i cittadini del mondo”.

Il G7 è previsto dal 26 al 28 giugno. Draghi e gli altri leader sono stati impegnati oggi nella prima sessione di lavoro sull’economia globale, poi sul tema delle partnership e infrastrutture e investimenti e, alla fine, una terza sessione su politica estera e sicurezza. La giornata cruciale sarà però quella di lunedì, con la seduta di lavoro insieme a Zelensky, dove i partner ribadiranno il loro sostegno incondizionato all’Ucraina, per poi accogliere gli ospiti speciali voluti da Scholz al summit che apre le porte, in modo strategico, ai leader di India, Indonesia, Sudafrica, Senegal e Argentina. Con loro si affronterà una sessione dedicata alla sicurezza alimentare globale e all’eguaglianza di genere.

TAG: G7, Germania, Mario Draghi, Presidente Joe Biden, russia
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