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Siccità: le regioni chiederanno lo stato d’emergenza e i fondi del Pnrr

| 21 Giugno 2022 | CRONACA

Prosegue l’allarme per la siccità. Le Regioni, come ha riferito l’assessore veneto all’Agricoltura, Federico Caner, chiederanno al governo la dichiarazione dello Stato di emergenza per la siccità, allo scopo di dare priorità all’uso umano e agricolo della risorsa idrica. Un’ altra richiesta dei rappresentanti regionali sarà quella di mettere a disposizione anche le risorse del Pnrr per la creazione di nuovi invasi.

Questi punti sono stati inseriti all’Ordine del giorno della Conferenza delle Regioni, prevista per mercoledì 22 giugno. Nonostante la situazione da allarme rosso, l’indicazione dell’Osservatorio sul Po è di proseguire con l’irrigazione. La proposta è quella di un provvedimento transitorio per equilibrare l’uso dell’acqua rimasta: diminuire i prelievi del 20% per continuare comunque l’irrigazione, ma garantire l’afflusso di acqua anche al Delta.

Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, ha annunciato che nelle prossime ore proclamerà lo stato di calamità che servirà per “adottare immediatamente le prime misure e invitare i sindaci alle norme di contenimento”. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha invece assicurato che la situazione nella regione non è ancora critica.

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“Regione Lombardia – ha dichiarato – da oltre un mese e mezzo si sta preoccupando con iniziative per cercare di utilizzare nel miglior modo possibile la poca acqua che abbiamo a disposizione. Suggeriamo di evitare sprechi e di ridurre al minimo indispensabile l’utilizzo dell’acqua, ma, riguardo l’aspetto civile, la situazione è ancora sotto controllo”.

Dal canto suo Letizia Moratti, vice presidente e assessore regionale al Welfare, ha commentato la situazione delle risorse idriche in Lombardia.   “Occorre – ha spiegato – un impegno concreto per migliorare e programmare l’uso delle risorse idriche. Un contesto che vede messo a grave repentaglio il concetto One Health a cui si ispira il sistema sanitario regionale lombardo, che riserva una attenzione complessiva sulla salute dell’uomo legata a quella dell’ambiente e degli animali. In tema di scarsità di risorse idriche e della loro qualità anche in rapporto alla sicurezza alimentare complessiva, è sempre più auspicabile anche il riutilizzo di acque reflue trattate”.

L’ultima ondata di caldo con temperature oltre i 40 gradi aggrava la situazione dei campi. L’ultimo monitoraggio della Coldiretti sulla situazione del fiume Po al Ponte della Becca (Pavia) restituisce un quadro preoccupante. ”Il livello del Po – emerge da Coldiretti – è a -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico più basso di Ferragosto di un anno fa, con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali, in un momento in cui è necessario garantire la piena produzione con la guerra in Ucraina”.

TAG: allarme siccità, Pnrr, Regioni
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