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Ex discarica di Malagrotta: le operazioni per domare del tutto il rogo potrebbero proseguire per giorni

| 17 Giugno 2022 | CRONACA

È sotto controllo l’incendio divampato nell’ormai ex maxi discarica di Malagrotta a Roma. I vigili del fuoco, una sessantina in tutto, hanno lavorato tutta la notte per confinare le fiamme ed evitare che interessassero altre strutture e si propagassero all’esterno. Per spegnere definitivamente il rogo ci vorranno però giorni. Intanto la Procura indaga per incendio colposo contro ignoti.

Il procedimento avviato oggi, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, punta ad accertare anche se ci sono state falle nel sistema antincendio e, analizzando le telecamere presenti in zona, se si sono verificati eventi anomali nei minuti precedenti l’incendio. “Inizieremo a lavorare appena si completerà l’attività di spegnimento”, spiega la Procura aggiungendo che l’obiettivo è limitare al massimo l’area da sequestrare per “evitare ulteriori criticità all’attività di smaltimento dei rifiuti”.

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L’incendio scoppiato nel pomeriggio di ieri ha interessato la vasca di stoccaggio combustile solido di uno degli impianti dove vengano trattati i rifiuti della Capitale. Secondo i vigili del fuoco, il rogo si è esteso anche ad almeno un paio di capannoni dove sono stoccati carta e plastica e un impianto di compostaggio.

Una densa colonna di fumo si è alzata verso il cielo, visibile da chilometri di distanza e nell’area circostante all’impianto si è diffuso un forte odore di bruciato. A dare l’allarme sono stati gli operatori dell’ex discarica.

Dati certi sulla situazione ambientale si avranno non prima di due giorni anche se al momento sembrano scongiurate emergenze, in particolare sul rischio diossina: dalle centraline nessun segnale che le polveri abbiano superato i limiti.

“A seguito dell’incendio divampato negli impianti di Malagrotta e la successiva nube di fumo che si è sviluppata l’Arpa Lazio si è recata immediatamente nell’area colpita e ha installato dei campionatori che serviranno a verificare eventuali effetti sulla qualità dell’aria. Nelle prossime 24/48 ore si avranno i primi riscontri a partire dalle centraline fisse”, ha comunicato in una nota Marco Lupo, direttore generale di Arpa Lazio. “Nel frattempo si consiglia ai cittadini residenti nell’area di 1 km di tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni”.

Sono state comunque varate alcune misure con un’ordinanza comunale che prevede il divieto di consumo dei cibi prodotti nell’area, dell’uso dei foraggi e la chiusura degli asili. Misure prese “a scopo precauzionale”, si apprende da fonti del Campidoglio “per ora sembrano scongiurate emergenze particolari, ma dati certi sulla situazione ambientale si avranno fra 48 ore”.

Poi è stato raccomandato alla popolazione di non sostare nei pressi dell’area interessata dall’incendio, di mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti, di non utilizzare al momento i condizionatori d’aria e, in caso di emergenza, contattare il Numero Unico Emergenze 112 o la Sala Operativa h24 della Protezione Civile di Roma Capitale al numero verde 800 854 854 o al numero 06 67109200.

Chiusi per 48 ore, in via precauzionale, alcuni nidi pubblici e privati e centri estivi nel comune di Fiumicino, che si trovano nel raggio di 6 km dal luogo dell’incendio del Tmb a Malagrotta. Lo ha deciso il sindaco Esterino Montino. Il grosso della nube di fumo ieri sera è transitato sulla zona di Fiumicino e Isola Sacra tra le 20.30 e le 23. Ancora fino alle prime ore di questa mattina era percepibile un forte odore acre.

Le cause dell’incendio, che ha interessato anche il gassificatore da anni inattivo, sono ancora da accertare, così come eventuali ricadute sul ciclo dei rifiuti della Capitale, già messo a dura prova da una cronica carenza di impianti.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri avverte: “L’incendio del Tmb non è solo un grave incidente, ma costituisce un danno significativo per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Roma, su cui avrà inevitabili conseguenze”. Gualtieri ha reso noto che “l’impianto numero 1 tratta circa 4mila tonnellate di rifiuti a settimana, è indenne e contiamo di farlo tornare a regime non appena l’area sarà sicura”, spiega il sindaco. “Il Tmb2 che tratta circa 5.400 tonnellate settimanali ha subito danni strutturali che lo rendono al momento inutilizzabile”.

Una prima importante soluzione è stata trovata: “Rida di Aprilia ha già dato disponibilità positive per quantità importanti di rifiuti da trattare”, annuncia Gualtieri al termine della cabina di regia convocata in prefettura. Entro luglio intanto, secondo il Campidoglio, potrebbe essere presentato il nuovo piano impianti. “Ora Roma può e deve uscire dall’emergenza”, ha aggiunto Gualtieri.

Anche se la discarica di Malagrotta non serve più Roma da quando fu chiusa dal sindaco Ignazio Marino, gli impianti presenti, di proprietà della società E.Giovi, servono la capitale trattando fino a oltre 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno, 8.100 alla settimana.

Intanto il Comitato di quartiere di Parco Leonardo, che si trova a poco più di 6 km dal Tmb, a Fiumicino, tuona: “Malagrotta va chiusa, tutta. Negli anni ci siamo battuti assieme al Comitato Valle Galeria, lo abbiamo fatto per opporci a una nuova discarica a Malagrotta 2. La catastrofe di ieri è un disastro ambientale annunciato: Roma si svegli dal sonno profondo e trovi una soluzione: stoccare i rifiuti non è una soluzione. È inutile parlare di mobilità elettrica, riciclo e sostenibilità quando continuiamo a non gestire i rifiuti”.

TAG: #Rifiuti, discarica, incendio, roma
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