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Raggiunto accordo sulle concessioni balneari

| 27 Maggio 2022 | ECONOMIA

È stato raggiunto un accordo in tema di concessioni balneari. Il compromesso prevede di rimandare ai decreti attuativi del governo la “definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante”.

È stato quindi eliminato ogni riferimento all’avviamento, al valore residuo dei beni immobili, a scritture contabili e perizia giurata, elementi contenuti in una proposta avanzata dal governo nei giorni scorsi.

Come riferisce Il Sole 24 Ore, è stata poi confermata la possibilità per i Comuni di ottenere deroghe tecniche di un anno per la chiusura delle gare rispetto al termine del 2023 indicato dal Consiglio di Stato. La proroga non sarà però generale. Come spiega il M5s, sarà limitata solo al caso in cui i Comuni riscontrino difficoltà “comprovate”.

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Il compromesso riguarda due questioni critiche emerse con la decisione di porre fine alle proroghe automatiche delle licenze balneari e ha portato all’approvazione dell’ultimo emendamento rimasto in sospeso per chiudere l’esame sul Ddl concorrenza in Commissione Industria al Senato.

Tutte le principali forze di maggioranza hanno espresso soddisfazione per l’intesa. La capogruppo democratica alla Camera Debora Serracchiani e il vice capogruppo Piero De Luca lo hanno definito una buona notizia per il Paese, aggiungendo che “si prevedono garanzie fondamentali” per la forza lavoro, per la protezione dell’ambiente, e per la salvaguardia del patrimonio culturale”.

I capigruppo al Senato di Forza Italia e Lega, Anna Maria Bernini e Massimiliano Romeo, hanno invece sottolineato il fatto che sia stato accolto “senza definizioni che ne limitassero la portata, il principio degli indennizzi per le imprese che dovessero perdere la concessione”: un aspetto per loro “fondamentale”.

Ha parlato invece di “accordo ridicolo e vergognoso” Giorgia Meloni. Secondo la leader di Fratelli d’Italia, “rimandare la questione degli indennizzi addirittura al Governo, con il rischio più che concreto che questi vengano fortemente osteggiati dalla Commissione europea e non vedano mai la luce, vuol dire lasciare totalmente senza tutele i concessionari attuali, che si vedranno in buona parte espropriate le loro aziende a favore delle multinazionali straniere”.

Tra le novità, c’è anche una revisione dell’elenco di elementi da valorizzare e considerare nella scelta del concessionario. Resta ferma “l’esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione all’attività oggetto di concessione”, mentre si escludono “analoghe attività di gestione di beni pubblici”. Con questa modifica, si vogliono mettere al riparo piccoli e medi operatori dai grandi gruppi concessionari pubblici.

Le misure del Ddl concorrenza, comprese quelle sulle concessioni balneari, verranno ora sottoposte all’esame dell’Aula. La votazione è prevista per lunedì.

“Oggi sono molto più sereno dei giorni scorsi: abbiamo raggiunto l’accordo sui balneari che era ultimo aspetto, il resto era tutto già approvato. L’orizzonte si schiarisce sensibilmente”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa, ringraziando i partiti per l’accordo raggiunto riguardo la definizione degli indennizzi ai concessionari uscenti.

TAG: ddl concorrenza, Governo Draghi, spiagge
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